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Voci tradotte e voci da tradurre
di: Federico Federici

Il 17 e 18 settembre 2005 nella Biblioteca Comunale Paroniana di Rieti, ci sarà la possibilità di partecipare ad un convegno internazionale sulla traduzione e il doppiaggio di dialetti, accenti, lingue minoritarie e linguaggi letterari pseudo-regionalistici.Su iniziativa di ricercatori dell'Università di Leeds nel Regno Unito, si è proposto all'Assessorato alla Cultura di Rieti di ospitare il convegno Tradurre "voci" & tradurre "voci locali". Aperto a studenti, appassionati e professionisti della traduzione in essere e in fieri, il convegno esaminerà dalle angolature più diverse argomenti correlati con i due temi della traduzione per lo scritto e per l'audiovisivo.
Nell'arco del convegno si continua lo stesso discorso muovendosi lungo due direttrici principali, confinanti e sovrapposte, che scandiscono le due giornate dei lavori. Seguendo una direttrice linguistica e teorico-letteraria, il 17 settembre si affronterà il tema specifico "Voci locali e traduzioni internazionali: la teoria e la pratica della traduzione di voci regionalistiche". Approfondendo il tema della traduzione per il cinema e gli audiovisivi, il 18 settembre si affronterà il tema: "Il doppiaggio: meta-lingua dell'audiovisivo europeo".Quali motivi dietro un convegno di questo tipo? Idealmente, si vorrebbero collegare più efficacemente il lavoro dei teorici e quello dei traduttori professionisti allo scopo di organizzare del materiale didattico e di ricerca, forse anche creare linee guida con dei principi e delle direttive pratiche, che aiuti a spiegare come si opera per tradurre queste voci locali. Quando il testo originario consiste in un condensato di strutture e lessico regionalistici, ed estremamente caratteristici, la mediazione del traduttore fronteggia quali limiti, pesca da quali risorse? Pur esonerandosi dal valutare e giudicare le traduzioni, si può e deve valutare il rapporto tra la traduzione di questi linguaggi e la circolazione dei messaggi, poetici, scientifici, letterari e cinematografici dell'originale. Si cercherà di comprendere quali siano i meccanismi che permettono la trasmissione di messaggi locali carichi di sapori e immagini inconfondibili e legati al luogo in cui il loro linguaggio ha origine. Alcuni messaggi sembrano addomesticare o alienare altri messaggi, alcune lingue prevalgono senza volerlo o senza che altre possano impedirlo. Per una maggiore varietà di punti di vista, il convegno è stato concepito con il proposito di stimolare un dibattito reale tra teorici, accademici e traduttori. Il dibattito si ripromette sottolineare quali siano i fattori esterni ma fondamentali che influenzano il riconoscimento dei meriti di traduzioni fatte da materiale così peculiare e l'atto traduttivo in sé, affinché si inizi a scoprire dove e perché la mediazione della traduzione talvolta s'inceppi e si scontri con realtà complesse e fattori imprevisti, sia nel momento dell'atto traduttivo, sia nella circolazione della voce tradotta.Alla sfida lanciata dal convegno, hanno risposto, accettando l'invito a partecipare, traduttori e teorici come Riccardo Duranti, Edwin Gentzler, Jeremy Munday, Christopher Taylor, Anita Weston, il sociolinguista esperto delle politiche linguistiche UE, Colin Williams, l'autore, traduttore, doppiatore, dialoghista Jean-Louis Sarthou. Altrettanto entusiasta la reazione dell'AIDAC (Associazione Italiana Dialoghisti Adattatori Cinetelevisivi) pronta a rispondere ad alcuni dei quesiti del secondo tema ed attratta dalla possibilità di definire a livello europeo il ruolo del doppiaggio nella circolazione di audiovisivi caratterizzati dalla naturale peculiarità del linguaggio originale. Il direttore Filippo Ottoni, il vice-direttore Mario Paolinelli e alcuni membri dell'AIDAC interverranno per constatare quali siano le contingenze pratiche del mestiere di traduttore/adattatore per il doppiaggio e quali siano gli effetti della mediazione e dei mezzi adoperati sulla circolazione del messaggio originario. In proposito, si rifletterà sulle politiche necessarie a permettere la diffusione del cinema e dell'audiovisivo europei, a salvaguardia delle specificità culturali, sulla formazione di professionalità in grado di garantire il rispetto delle opere e degli autori originari, sulla necessaria armonizzazione dei diritti degli autori e degli utilizzatori.All'organizzazione finanziaria del convegno provvede, rispettando e rispecchiando gli ideali del progetto, un insieme di enti locali, nazionali e internazionali: la SIAE, il Comune di Rieti, la Provincia di Rieti, la SMLC (School of Modern Languages and Cultures a Leeds) e l'ASMCF (Association for the Studies of Modern and Contemporary France). Concepito nel Dipartimento di Francesistica dell'Università di Leeds, il progetto ha ricevuto sostegno accademico da parte del Dipartimento di Anglistica dell'Università di Roma "La Sapienza", il contributo organizzativo da parte dell'AIDAC, e l'interesse dell'organizzazione francese SNAC (Syndicat National des Auteurs et des Compositeurs). I risultati duraturi del convegno resteranno in un volume collettaneo comprendente vari interventi pubblicati dall'editore reatino DEUI. Sul sito ufficiale http://www.leeds.ac.uk/translatingvoices è disponibile il programma completo dei lavori e il modulo d'iscrizione (gratuita) al convegno. Infatti, il pubblico non deve pagare nessuna quota d'iscrizione, tuttavia è necessario prenotare un posto. Gli organizzatori Federico Federici e Nigel Armstrong sperano di incontrare i lettori di N.d.T. -  La Nota del Traduttore al convegno di Rieti per ascoltare e condividere idee ed opinioni.
 
Federico Federici








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