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Strenne di Natale
di: Dori Agrosì
Editoriale
Questo numero di N.d.T. – La Nota del Traduttore dedica particolare attenzione
alle presidenziali americane con un’intervista alla scrittrice afroamericana Kym
Ragusa e un’attenzione anche a quella letteratura che prende ispirazione
da un passato di migrazioni. L’intervista è disponibile in italiano
e nella versione originale in inglese. Il memoir di Kym Ragusa “La pelle che ci
separa” (Nutrimenti) è recensito attraverso la nota della traduttrice Caterina
Romeo, studiosa di letteratura italoamericana. ”La pelle che ci separa” è la storia
di una donna afroamericana e italoamericana insieme; di madre afroamericana e
di padre italoamericano: due razze e due culture che negli anni ’60 hanno fatto
molta fatica a incontrarsi. Un miscuglio di razze che racchiude una grande ricchezza
culturale, mostrandosi attraverso il colore meticcio, quello della Ragusa, troppo
nero per i bianchi e troppo bianco per i neri. Nella conciliazione tra le due
famiglie, attraverso l'inaspettata e affettuosa amicizia tra le due nonne di Kym,
quella materna e quella paterna, dopo molti anni emerge l'importanza dei valori
umani rispetto ai pregiudizi legati al
colore della pelle.
Un’altra storia sull’identità del migrante, è il romanzo autobiografico “Mrs
Haroy” dello scrittore italolussemburghese Jean Portante, inoltre poeta, traduttore
e giornalista. Portante scrive in francese, una delle tre lingue del Lussemburgo.
Qui è recensito attraverso la nota della traduttrice Maria Luisa Caldognetto (Empirìa).
Il suo romanzo autobiografico, imperniato sulla metafora della balena, narra la
storia di una famiglia che emigra da una cittadina abruzzese verso una cittadina
lussemburghese. Mrs Haroy è la balena e anche questo è un viaggio nella memoria.
Il protagonista ritorna nei luoghi dell’infanzia italiana e non può fare a meno
di trarne un paragone tra la balena e l’emigrante. La balena che milioni di anni
fa, proprio come l’emigrante, lascia la sua terra per andare a vivere nel mare
e che ancora oggi sente il richiamo di quella terra perduta manifestandolo attraverso
il bisogno di respirare fuori dall’acqua. Forse come l’emigrante che sentendosi
in una condizione provvisoriamente definitiva, sogna un impossibile ritorno.
Segue poi un romanzo del grande editor e scrittore americano Gordon Lish “Caro
Signor Capote”, strutturato secondo un espediente narrativo insolito,
quello del killer che scrive una lunga lettera allo scrittore più famoso di quegli
anni Ottanta, Truman Capote. Qui recensito da un’imperdibile nota del traduttore
Giovanni Garbellini a fare da eco alla scrittura di Lish. Da leggere assolutamente!
La rassegna continua con un classico della letteratura francese per ragazzi,
una raccolta di racconti “Il piccolo Nicolas”, arrivato finalmente in Italia grazie
all’editore Donzelli, qui con la nota della traduttrice Gaia Panfili. “Le petit
Nicolas” è sicuramente uno dei personaggi più amati dai lettori d’oltralpe e spesso
usato come libro di testo nelle scuole.
Infine un romanzo africano “I contorni dell’alba” della scrittrice camerunese
Léonora Miano, recensito attraverso la nota della traduttrice Monica Martignoni
(Epoché).
La libreria è “Il Narratore”, libreria italiana di Atene. La decisione di recensire
questa libreria risale a pochi giorni prima degli scontri in Grecia. Ci auguriamo
che il governo greco prenda al più presto le decisioni migliori per il suo paese
e che tutto ritrovi la serenità.
Buone Feste a tutti!
Dori Agrosì
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