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TRADUTTORAMA

Speciale Poesia - a cura di Ana Ciurans

 
Indice dell'articolo
pag. 1 INTRODUZIONE
pag. 2 Intervista ad Andrea Sirotti
pag. 3 "A chi parlano oggi i poeti?" - Risponde: Fabio Donalisio
pag. 4 "A chi parlano oggi i poeti?" - Risponde: Ivano Ferrari
pag. 5 "A chi parlano oggi i poeti?" - Risponde: Pedro Juan Gutierrez

 
"A chi parlano oggi i poeti?" - Risponde: Fabio Donalisio

A chi parla la poesia. Prima accertiamoci che sia ancora una forma di linguaggio. Anni di usura, di chiusura, di autoreferenzialità hanno ridotto la percezione del poeta da parte del mondo esterno (e già che si usi questa espressione è interessante) a qualcosa a metà tra l’adepto polveroso di qualche setta inutile e verbosa, il vanesio maniaco del proprio nome sulla carta da regalare ai parenti e il suonatore (pifferaio/pianobar) da matrimoni. Un’avanguardia estenuata che non ne vuole sapere di sparire (come tutto, in Italia) fa comunella e ritrova fronte comune con il manierismo del supposto privilegio. Da ciò il lugubre dato di fatto che anche solo la parola “poeta” suona artefatta, muffita, quando non insultante. Nemmeno più un ruolo. Un ingombrante scheletro nell’armadio. Eppur (qualcosa) si muove. La possibilità di riallacciare i ponti con la realtà diventa imperativa. Una poesia che guardi (anche da un’isola, perché no), e che parli. Che costruisca mito, che fondi, e che all’occorrenza produca conflitto. Che dica cose della vita. Che sia, citando Bolaño, lui sì incredibile POETA, reale e viscerale (anzi visceralista). Capace di rivoltare le tombe e gli stomaci. Le persone che parlano questa lingua ci sono, allenate da umiliazioni e sconfitte. Ma vive. E vogliono portare il nome di poeta senza vergogna. Si può fare. Direbbe il Dr Frankenstein. L’eredità da smantellare è particolarmente pesante (e pedante). Ma sanguina, e tanto basta. Chioserebbe Conan il Cimmero. Quindi, «Aux Armes et caetera».

Fabio Donalisio nasce nel 1977 in provincia di Cuneo, detta la Granda. Dopo una laurea in retorica si trasferisce a Torino per lavoro. Nel 2007 pubblica la sua prima raccolta Miti logiche per ExCogita, finalista al premio Carver 2008. Oggi vive a Roma e collabora con la rivista Blowup, per la quale cura  a rubrica di libri Champ Libre. Frequenta il master in editoria dell’Università di Bologna. Suoi versi sono apparsi sulla rivista letteraria online Caleidoscopio, sui blog www.anarchica.net e www.riaprireilfuoco.org. È presente nell’antologia Lingue di confine. Dodici poeti cuneesi e sul primo numero della rivista Ludwig, entrambi per le edizioni Torino Poesia e tra poco su Protesto, di Fara Editore.









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