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TRADUTTORAMA

SPECIALE EDITORIA
di: Dori Agrosì
 
Indice dell'articolo
pag. 1 INTRODUZIONE
pag. 2 Intervista a Marcos y Marcos - Milano
pag. 3 Intervista a Daniela Di Sora, Voland - Roma
pag. 4 Intervista a Isabella Ferretti e Tomaso Cenci, 66thand2nd - Roma
pag. 5 Intervista a Emanuela Zandonai, Zandonai Editore - Rovereto
pag. 6 Intervista a Mario Desiati, Fandango - Roma

 
Intervista a Emanuela Zandonai, Zandonai Editore - Rovereto

Con quali difficoltà la piccola e media editoria deve confrontarsi?
Le difficoltà sono innumerevoli ma soprattutto sono importanti per capire la qualità del nostro lavoro e la direzione verso cui ci muoviamo. Più importante ancora è il non credere di aver imboccato la via giusta una volta per tutte, servono continui riposizionamenti per riuscire ad essere parte del velocissimo cambiamento che viviamo e che nel nostro piccolo vorremmo contribuire a indirizzare.

Si può parlare di strategie che permettono ai piccoli e medi editori di contrastare i grandi gruppi oppure semplicemente di un tipo di offerta differente?

Rispetto all’idea di un contrasto preferisco pensare a una differenza nel modo di lavorare che valorizzi la qualità che piccola e media editoria riescono a garantire a un libro, a un autore, a un lettore. L’unica strategia vincente è quella di un costante impegno da parte di tutti a favore della lettura. Leggere non è semplicemente comprendere il significato delle parole, è un’esperienza tanto affascinante quanto impegnativa e proprio per questo richiede educazione.

I piccoli e medi editori puntano su determinate fasce di lettori?

Cerchiamo di offrire a tutti un’occasione “in forma di libro” per allargare il proprio sguardo e mettere in gioco le proprie certezze. Allo stesso tempo ci rivolgiamo a chi cerca narrazioni non omologate, libri fatti con cura, precisione, qualità dei materiali.

La qualità delle traduzioni pubblicate dai piccoli e medi editori è differente da quella dei grandi gruppi?
Quello che so di certo è che ogni nostra traduzione è sempre il frutto di un lungo lavoro di ricerca e di affinamento: cura per i dettagli, attenzione e rispetto per la voce dell’autore.

Qual è la differenza di un’editoria di confine?
È la propria posizione geografica e strategica rispetto ai grandi centri di produzione editoriale, la sfida quotidiana consiste nel riuscire a superare questa distanza e allo stesso tempo sfruttare al meglio i vantaggi di una posizione decentrata.

È d'accordo sul fatto che gli italiani leggano poco?
È una triste realtà.

Qual è la vostra “mission”?
Zandonai si basa su di un progetto editoriale di ampio respiro che ha scelto il confine come linea guida per le proprie scelte editoriali, confini da percorrere, indagare, superare, mischiare.

Chi sono i vostri lettori?
Penso siano soprattutto persone a cui scatta una insopprimibile curiosità ogni volta che incontrano una proposta non scontata, un’immagine intrigante, un nome o un titolo suggestivo da esplorare.

Come descriverebbe la giornata tipo dell'editore?
La descriverei simile a un costante lavoro di regia, durante il quale, quotidianamente e ad ogni momento, vanno prese decisioni di diverso ordine ma che concorrono comunque a produrre il risultato desiderato.

Il futuro dei libri è digitale o rimane cartaceo?
La tecnologia digitale è da anni una realtà nel campo della produzione editoriale, presto lo diventerà anche nel campo della lettura. Dal momento che soddisfa nuove esigenze va compresa e seguita con attenzione: le trasformazioni di un mezzo o di un supporto non possono e non devono paralizzarci. Tuttavia sono certa che il supporto migliore per romanzi e saggi rimarrà sempre la carta.










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