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TRADUTTORAMA

SPECIALE EDITORIA
di: Dori Agrosì
 
Indice dell'articolo
pag. 1 INTRODUZIONE
pag. 2 Intervista a Marcos y Marcos - Milano
pag. 3 Intervista a Daniela Di Sora, Voland - Roma
pag. 4 Intervista a Isabella Ferretti e Tomaso Cenci, 66thand2nd - Roma
pag. 5 Intervista a Emanuela Zandonai, Zandonai Editore - Rovereto
pag. 6 Intervista a Mario Desiati, Fandango - Roma

 
Intervista a Daniela Di Sora, Voland - Roma

Con quali difficoltà la piccola e media editoria deve confrontarsi?
Oggi stanno chiudendo molte librerie indipendenti, che sono le alleate naturali dell’editoria indipendente: i nostri libri spesso hanno bisogno di tempo, di competenze specifiche da parte dei librai, non sono libri destinati alle grandi superfici dei supermercati, dove la concorrenza con i vari Dan Brown o Carlos Ruiz Zafon è schiacciante. E soprattutto le librerie di catena, spesso proprietà di grandi e potenti gruppi editoriali, sono in grado di fare sconti che il libraio indipendente non può permettersi, e che uccidono l’editore indipendente. Se non si riuscirà a far approvare una legge su modello di quella francese o tedesca, che regola il prezzo del libro e definisce un tetto massimo per gli sconti e le campagne di promozione, assisteremo presto alla morte di altre librerie indipendenti e di molti editori piccoli e medi. A quel punto sul mercato resteranno solo i”grandi”…

Si può parlare di strategie che permettono ai piccoli e medi editori di contrastare i grandi gruppi oppure semplicemente di un tipo di offerta differente?
Noi piccoli siamo più veloci e più agili, abbiamo piani editoriali più flessibili, anche se una buona e accurata programmazione è imprescindibile. Io sento anche forte la necessità di battere terreni non troppo battuti, di avventurarmi in letterature spesso snobbate dai grandi editori ma questa non è una strategia quanto piuttosto una vera curiosità, un’esigenza.

I piccoli e medi editori puntano su determinate fasce di lettori?
Il lettore forte è il mio punto di riferimento, quello che secondo le statistiche acquista almeno un libro al mese. Il mio tentativo è quello di farli affezionare alla casa editrice: Voland pubblica spesso autori molto noti nei loro paesi ma sconosciuti o quasi in Italia, dunque il lettore in libreria deve fondamentalmente fidarsi della nostra proposta.

La qualità delle traduzioni pubblicate dai piccoli e medi editori è differente da quella dei grandi gruppi?
Non credo sia possibile generalizzare in questo modo. Ci sono grandi editori che propongono ottime traduzioni e grandi editori che mettono in commercio cattive traduzioni, e questo vale anche per i piccoli. Noi cerchiamo di offrire buone traduzioni, e i nostri redattori lavorano in ottima sintonia con i traduttori. E lavoriamo volentieri con continuità con alcuni traduttori, con cui ci troviamo in ottimo accordo.

C’è differenza tra editoria milanese e romana?
Certo, l’editoria milanese è riconoscibile come quella dei grandi gruppi, anche se non mancano ottimi editori piccoli/medi, come Marcos y Marcos o Iperborea. E l’editoria romana è classificata come prevalentemente piccola, anche se pure tra gli indipendenti ci sono case editrici che è riduttivo definire piccole, come Newton Compton o e/o, con la sua diramazione americana.

È d'accordo sul fatto che gli italiani leggano poco?
E come potrei non esserlo?

Qual è la vostra “mission”?
Trovare uno spazio in libreria pubblicando libri che mi piacciono.

Chi sono i vostri lettori?
Soprattutto le donne

Come descriverebbe la giornata tipo dell'editore?
Al mattino, piccola riunione di redazione, controllo ossessivo dei conti, controllo altrettanto ossessivo dei libri venduti attraverso il programma Arianna. Poi, dopo averli individuati, si affrontano i problemi specifici: la tipografia che non consegna in tempo, la traduzione che ritarda. La giornata è insomma, nel suo complesso, una lunga seria di problemi da risolvere… Per fortuna poi arrivano i libri, è sempre un momento di vera gioia quando prendi in mano il libro finito.

Il futuro dei libri è digitale o rimane cartaceo?
Spero che rimanga cartaceo a lungo, anche se non rifiuto affatto il digitale. Anzi, la mia curiosità mi spinge a interessarmene.










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