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ROMANZO

La rabbia giovane
di: Ross Raisin / editore: Bompiani, 2009
traduttore: Andrea Silvestri - Traduzione dall'inglese

 
Indice dell'articolo
pag. 1 Nota del Traduttore, Andrea Silvestri
pag. 2 Nota del Redattore, Simona Dolce

 
Nota del Redattore, Simona Dolce

Il protagonista di questa storia originale e accattivante si chiama Sam. Sam è un ragazzo di diciannove anni che vive nella campagna inglese; luogo diviso fra i ritmi di una natura potente e misteriosa e quelli della “colonizzazione” da parte dei moderni hippie venuti dalla città con in mente l’immagine di una campagna da cartolina. Girano molte storie su di lui, vere o presunte tali che lo dipingono come qualcuno da cui star lontani.
Sam è l’emarginato, il diverso, l’intruso. Viene cacciato da scuola per un episodio di presunta violenza sessuale nei confronti di una compagna. È sempre dedito a far scherzi agli escursionisti: sono quelli che odia di più. Il genere di persone che vive la natura cercando di ingabbiarla nella propria visione civilizzata del mondo. Quelli che passeggiano per le brughiere senza sentirne la vera voce. Sam quella voce la sente e sente anche di doverla tutelare in qualche modo, di doverla vendicare alla maniera di un adolescente scapestrato. Perché la natura è molto più temibile e imprevedibile di come credono.
Il suo circondario e il suo universo interiore sono cadenzati dalla natura e dai lavori che deve fare nella fattoria; Sam sente su di sé la pressione della famiglia e della società, le regole, gli obblighi e le buone maniere, ma ha costantemente davanti agli occhi una natura sconfinata e bellissima che è il simbolo dell’ideale di viaggio e libertà. Con la vicenda personale del ragazzo si intreccia poi quella di una famiglia di “cittadini”, i nuovi vicini trasferitisi in campagna per riprendere contatto con la natura. Da questo momento si dipana il racconto di una vita irrequieta e di una storia d’amore irrazionale, euforica e drammatica fra i due adolescenti. Sam e la ragazza di città compiono gesti estremi nel tentativo di guadagnare uno spazio di libertà (tutto adolescenziale). Un progetto puerile che rivelerà una forma estrema di alienazione del ragazzo; il desiderio di possedere la ragazza e quello di essere libero sfoceranno in violenza. E il lettore viene trascinato insieme a loro attraverso le scarpate e le grotte, a contemplare albe e tramonti, bagnato dagli spruzzi freschi e accarezzato dal vento fra le foglie, mentre assiste alla deriva maniacale del personaggio.
Josephine e Sam costruiscono, o tentano di farlo, un mondo che sia solo loro. Il sogno e il desiderio di libertà e amore sono capaci di trascinarli fuori dalla realtà e unirli in modo forte ma anche pericoloso. Sam è così preso dal sogno che l’euforia si trasforma in violenza e le sue azioni raccontano la storia dei molti modi in cui la psiche di un ragazzo fuori dal comune può leggere la realtà. Falsandola completamente.
Sam è capace di farsi sopraffare dalle incantevoli colline e dalla luce del cielo almeno quanto è capace di sopraffare fisicamente la ragazza. Legandola e imprigionandola per tenerla sempre stretta a sé.
Il romanzo viene raccontato in prima persona con un linguaggio quotidiano ricchissimo e avvincente, esattamente come il carattere del protagonista. E funziona.
La quarta di copertina riporta uno dei momenti più interessanti del libro proprio perché evidenzia il carattere dicotomico e alienato del protagonista. Un personaggio capace di bellezza e violenza restando sempre sul filo leggero e ironico tipico dell’adolescenza: «E in quel momento, anche se eravamo nella penombra, anche se stava singhiozzando, anche se era piena di graffi, capii di non aver mai visto niente di così bello come il suo viso che mi guardava. Pensavo di svenire tanto era bella».








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