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PERSONAGGIO

Qualcosa si muove...
di: Dori Agrosì

Maria Baiocchi ci ha giustamente parlato del traduttore come di colui che non viene riflesso nello specchio. Un'affermazione sincera ma discutibile.
Probabilmente il traduttore rientra nella categoria delle professioni in ombra, ma solo perché non ci sono i canali adeguati per dargli visibilità e allora bisogna crearli. Qualcuno avrà notato che di recente la rubrica Libri di alcuni allegati a quotidiani riporta un lungo articolo scritto e firmato da un traduttore che recensisce un romanzo tradotto da lui stesso parlando anche e a lungo dell'autore. E' un'iniziativa da apprezzare moltissimo e ci auguriamo che diventi una nuova tendenza attraverso cui rendere giustizia all'autore, alla narrazione e restituire visibilità al traduttore. Evviva... Qualcosa si muove!
Siamo stati tutti abituati a vedere che talvolta il traduttore viene citato come autore della traduzione, è giusto che oltre ad essere citato ne parli lui stesso di quel romanzo. In questo modo si riesce a far emergere una galassia d'informazioni che solo il traduttore può conoscere e che solo lui può svelarci. E chi se non proprio lui? 
L'analogia del traduttore-vampiro che non viene riflesso nello specchio è un mito ormai  da sfatare, quasi non si trattasse di uno specchio ma di un quadro di Magritte un po' come La Reproduction Interdite (ved. foto in alto) dove l'immagine surreale rappresenta la realtà attraverso l'astuzia di somiglianze convincenti che niente hanno a che vedere con le similitudini. E così anche il traduttore. Ma credete veramente che un traduttore possa essere paragonato a un vampiro? Chi ha paura del traduttore? Sarebbe un vampiro passivo, un vampiro a cui viene succhiato il sangue. 

Dori Agrosì








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