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Il Quaderno
di: José Saramago - Nota del Redattore, Alessandra Zuliani
/ editore: Bollati Boringhieri, 2009 - Trad. Giulia Lanciani
Nota del Redattore - Alessandra Zuliani
Colpisce la copertina del "Quaderno" di José Saramago: un frammento del volto
dello scrittore si riflette su un piccolo specchio e rivela, nel suo gioco di
rifrazioni e ombre, un atteggiamento provocatorio e introspettivo, come le parole
che si liberano oltre a quello sguardo attempato. C’è tutta l’essenza del libro,
José Saramago che esamina se stesso e si rivela al lettore per combattere la cecità
in cui è sprofondato il pianeta.
All’età di ottantasei anni (oggi ottantasette) il premio Nobel portoghese ci
sorprende con il suo ingresso nella «pagina infinita di internet», il blog della
Fondazione Saramago, che nasce da un’idea di Pilar, sua compagna di vita, «la
Presidentessa». Il Quaderno (O caderno) raccoglie i testi scritti tra il settembre
2008 e il marzo 2009 ed è un appello di José Saramago al mondo, voce di un animo
sensibile e attento, impegnato a scrivere con la schiettezza, la raffinatezza,
l’amore per la cultura, e lo spirito critico che da sempre lo contraddistinguono
e che lo hanno reso uno dei protagonisti indiscussi della letteratura dell’ultimo
secolo.
Questa volta Einaudi ha deciso di rinunciare alla traduzione. Situazione insolita
per lo scrittore, finora edito dalla casa editrice torinese, che tra i motivi
del rifiuto cita in primis le invettive troppo offensive contro il premier italiano.
Il libro è stato presto accolto da Bollati Boringhieri, che ha affidato la prefazione
a Umberto Eco e la traduzione a Giulia Lanciani, presentato con successo a Torino,
Milano e Roma.
Il Quaderno si apre con una «lettera d’amore» per Lisbona, la città dei quartieri
poveri dove lo scrittore è vissuto, oggi trasformata ma ancora amata, nell’auspicio
che si preservi «colta, moderna, pulita e organizzata». L’anima portoghese ritorna
inevitabilmente in una pagina dedicata a Pessoa, dove l’autore racconta la nascita
degli eteronomi con l’arte di un cineasta: protagonisti il poeta, uno specchio,
un gioco di sguardi.
Saramago ricorda molti altri scrittori del presente e del passato, e riflette
anche sul mondo dell’editoria e sul destino dei libri nell’era digitale. Rende
omaggio a due figure italiane, Saviano, scrittore e giornalista «che affronta
la verità con dignità e coraggio» e Rita Levi Montalcini, con cui condivide il
valore della vita come ricerca e la serenità della vecchiaia.
Diversi i toni dell’altro Saramago, quello arrabbiato che si avventa contro il
mondo della politica. Lo scrittore si assume il compito di risvegliare le coscienze
per superare la crisi morale che sommerge l’umanità, «la più disgraziata delle
specie animali» e lo fa attraverso appelli mirati e sferzanti. Al primo posto
Berlusconi e George Bush, ma apostrofa anche la sinistra, che «non pensa, non
agisce, non arrischia un passo». Si scaglia contro il Vaticano e riflette sulle
religioni, mentre si addentra in dissertazioni metafisiche sull’esistenza di dio
e sul suo ruolo nella società attuale, riaffermando il proprio ateismo. Per gli
italiani dure parole di rimprovero e l’invito a uscire dal torpore in cui sono
caduti. Esprime la propria solidarietà con il popolo palestinese e accusa Israele.
Ricorda Martin Luther King e si rivolge a Obama, futuro presidente degli Stati
Uniti. Si preoccupa per i giovani, fagocitati da una società in crisi e violenta.
Si sente vicino ai profughi, a quanti sono vittime delle catastrofi naturali,
soffre per gli animali in cattività e non nega di piangere «con facilità e non
a causa dell’età». Proprio così, José Saramago, lo «stoico pratico» che mette
a nudo le proprie emozioni, che si guarda in quello specchio, condividendo con
il lettore, abituato ai toni forti, angosce e fragilità. Ecco un posto anche per
i propri affetti: la nonna, l’adorato cane Camões, tanti ricordi legati a personalità
che hanno segnato la sua esistenza.
Saramago si «abbraccia» dunque alle parole scritte, e augura loro «lunga vita»,
nella speranza che abbiano penetrato gli occhi aperti del lettore, compagno di
viaggio fin dalla prima pagina.
Alessandra Zuliani
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