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ROMANZO

La psicologia della zia ricca
di: Erich Musham / editore: le nubi, 2008
traduttore: Marzia Mascelli - Traduzione dal tedesco

 
Indice dell'articolo
pag. 1 Nota del Traduttore, Marzia Mascelli
pag. 2 Nota del Redattore, Dori Agrosì

 
Nota del Redattore, Dori Agrosì

“La psicologi della zia ricca” pubblicato nel 2008 dall’editore romano Le Nubi, è un’antologia di 25 monografie. Elencate per ordine alfabetico, passano in rassegna 25 anziane ziette con altrettanti 25 spietati nipoti che ne attendono con ansia il trapasso e… l’eredità. Un libro che fotografa la società tedesca degli anni ’30 con un talento spietato, eccentrico, incredibile e anche esilarante.
Ognuno a modo proprio, sono spietati entrambi, i nipoti ma anche le zie. Ciascuno dei nipoti, spesso nullafacente o squattrinato, attende nervosamente di mettere mano alla cospicua fortuna della zia. Pensiero e cruccio costante. Ma ecco che puntualmente e all’ultimo minuto, la zia riesce a diseredare il nipote o a fargli trovare la sorpresa di aver riversato tutti i suoi averi a qualcun altro o a qualche opera di beneficenza, o spesso è proprio lo Stato a mettere in mostra una grande avidità. Il nipote rimane senza parole e senza beni, senza pazienza e spesso addirittura rimettendoci di tasca propria, essendo lui l’unico familiare a cui fare riferimento, ed è lui, per forza, a sobbarcarsi le consuete spese di rito. Una vera e propria galleria psicologica di 25 zie ricche e 25 nipoti avidi, con 25 finali diversi ma tutti uguali: le zie muoiono ognuna per motivi diversi, e i nipoti in 25 modi diversi non riusciranno ad avere un soldo.
L’autore, Erich Mühsam, scrittore, cabarettista, poeta, autore teatrale, giornalista, teorico e uomo di azione anarchico e di ispirazione bohème, come molti altri scrittori dell’epoca nelle grandi città europee, di un’avanguardia non conformista, fondeva perfettamente arte e impegno politico, metteva in scena gli ultimi, i sopraffatti e le vittime d’ingiustizia. Nato a Berlino nel 1878 da famigli ebrea, Mühsam, fu continuamente perseguitato e incarcerato in quanto ebreo e anarchico. Mai rassegnato al silenzio, morì in un lager nazista nel 1934.
Purtroppo non sono noti in Italia i suoi scritti e questo eccentrico autore di inizio Novecento rimane finora semisconosciuto. Le Nubi ne propone un assaggio con “La psicologia della zia ricca”, nella traduzione di Marzia Mascelli. Da instancabile giornalista, Muhsam, amava tra l’altro esprimere e divulgare il suo pensiero attraverso la stampa, ponendo il suo sguardo critico ai fatti politici e sociali. Anche per questo motivo è difficile ritrovare tutte le sue opere poiché disperse tra saggi e glosse.

La morale politico-sociologica di quest’antologia è in sintesi suggerita dall’autore stesso al termine di un racconto:

“Chi dopo la morte vuole andare in paradiso è chi in vita vuole avere il potere, e chi in vita ha il potere è chi consola le sue vittime con la prospettiva del Regno dei Cieli dopo la morte.”

“Chi ama la libertà ed ha accettato in sé, definitivamente, l’idea che l’uomo sarà libero quando lo sarà la società, ma che la società della libertà può essere creata soltanto da uomini interiormente liberi, comincerà da se stesso e nel suo ambiente l’opera di liberazione. Egli non sarà lo schiavo di nessuno e saprà che non è schiavo soltanto colui che non vuole più essere padrone di nessuno. È libero l’uomo che lascia a tutti gli altri uomini la libertà e sarà libera la società che vivrà nell’uguaglianza del cameratismo e nella libertà.”










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