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ROMANZO

The Night of the Moths
di: Riccardo Bruni / editore: Amazon Crossing, 2017
traduttore: Anne Milano Appel - Traduzione dall'italiano in inglese

 
Indice dell'articolo
pag. 1 The Night of the Moths, Nota del Traduttore, Anne Milano Appel
pag. 2 The Night of the Moths, Nota del Traduttore, articolo in italiano

 
The Night of the Moths, Nota del Traduttore, articolo in italiano

Nella lista dei 27 candidati in corsa alla cinquina per il Premio Strega 2016, La notte delle falene di Riccardo Bruni è stata una nomina tanto inaspettata quanto clamorosa perché Bruni, giornalista, scrittore e blogger, è considerato un pioniere dell’autopubblicazione e il suo libro è infatti uscito per i tipi di Amazon Publishing.

Lo stile di Riccardo Bruni è di una semplicità ingannevole. La sua è una scrittura abile, la trama tanto intricata quanto ben congegnata, risulta semplice in apparenza. Il lettore fila dritto lungo le pagine immerso nella lettura, ignaro della mano che con tatto leggero e invisibile ne ha orchestrato l’insieme. Da traduttrice ho subito pensato, sarà facile. La scrittura è chiara, schietta, senza allusioni letterarie esoteriche, senza rimandi nascosti, parafrasi, né indovinelli sul “cosa vorrà mai dire esattamente?” Ma, un attimo… il libro ha una trama fitta, l’intreccio è complesso e io stessa ho dovuto prendere appunti per tenere il passo dei colpi di scena man mano che proseguivo a tradurre.

E poi ci sono i soprannomi. Tra tutti quello più sfidante è stato Il Marcio, molto simile a “testa morbida”. In un primo confronto con l’autore avevo suggerito The Pervert, ma Riccardo trovava che travisasse la natura del personaggio, ha quindi suggerito un termine più letterario come rotten, per denotare qualcosa di malfunzionante. È stato un procedere avanti e indietro in un continuo rigettare infelici (per non dire potenzialmente insensate e/o politicamente scorrette) possibilità come Booby, Donkey, Dim-wit, Half-wit, Retard, Imbecile, Simpleton, Dummy, Dork, addirittura Quasimodo, fino a rimanere su Half-Wit, per meglio esprimere la natura semplicistica del personaggio.

Altrettanto ostico è stato il soprannome della formidabile nonna, ovvero l’inossidabile Gloria. Di certo non poteva essere una resa letterale (inoxidizable o rust-proof). Di nuovo mi sono consultata con Riccardo per vedere se avesse delle preferenze o suggerimenti ai miei indestructible, adamantine, relentless, indomitable, e anche steely. La sua risposta è stata, “Steely Gloria is perfetto!”

Giulia, la fidanzata di Enrico, mi ha posto un ulteriore problema poiché creava un riferimento malizioso con le sue amiche pettegole tra cui le Malefiche. Ho confessato a Riccardo la mia incertezza sul tono da usare. L’ardito The Cunts mi sembrava troppo forte nel contesto. Forse The Bitches? The Evil Sisters? Oppure potevo rubare dal film e mettere The Maleficents? E l’ok di Riccardo è arrivato con “The Evil Sisters is perfect!!!”

A traduzione finita e consegnata, il solo problema a presentarsi è stato in fase di revisione, e cioè il problema dei crediti. Nel romanzo ci sono diversi titoli e testi di canzoni, canzoni dei Coldplay, dei R.E.M. o di Sinatra, Fly Me to the Moon; alcune righe della poesia Burning in Hell di Charles Bukowski o dell’Ave Maria di Fabrizio De Andrè, Femmine un giorno e poi madri per sempre. Mentre proseguivo a tradurre ho fatto una lista di queste e di quelle citazioni che immaginavo avrebbero richiesto il permesso e ho sottoposto la lista all’editore. In alcuni casi, nel citare la fonte, ho aggiunto delle note di chiusura al testo, con l’idea che l’editore avrebbe poi scelto di gestirle a suo piacimento. Infatti, non ci sono note nel testo pubblicato.

Per inciso, è utile notare che ciascuno dei tre romanzi di cui ho scritto su La Nota del Traduttore rientrano in tre categorie diverse. Tre anni luce, di Andrea Canobbio (Three Light-Years, Farrar Straus & Giroux, July 2014) è orientato sulla lingua: il genere di libro in cui ti soffermi su ogni parola per assaporare ogni sfumatura, spesso rileggendo una frase per gustarla. Il corpo umano, di Paolo Giordano (The Human Body, Pamela Dorman/Viking, October 2014), invece, è spinto dai personaggi: una narrazione in cui si incontrano persone indimenticabili, figure inquietanti che ti restano in mente e nel cuore fino a molto tempo dopo la lettura del libro. Infine, La notte delle falene di Riccardo Bruni (The Night of the Moths, AmazonCrossing, 2017) lo vedo anzitutto azionato alla trama: una storia coerente e coinvolgente, a legare il lettore a una suspense crescente fino alla fine.

Anne Milano Appel


Anne Milano Appel ha ricevuto il Premio Italian Prose in Translation Award (2015), il John Florio Prize for Italian Translation (2013) e il Northern California Book Award for Translation-Fiction (2014, 2013). Ha tradoto opere di Claudio Magris, Primo Levi, Paolo Giordano, Andrea Canobbio, Giuseppe Catozzella, Roberto Saviano e di numerosi altri autori; ha lavorato per svariati editori in USA e in Inghilterra. Traduttrice letteraria dal 1996, è ex amministratrice di biblioteca e ha un Dottorato in Letterature Romanze.
Il suo sito: www.annemilanoappel.com










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