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EST

Mercedes-Benz. Da alcune lettere a Hrabal
di: Pawel Huelle / editore: Voland, 2007
traduttore: Raffaella Belletti - Traduzione dal polacco

 
Indice dell'articolo
pag. 1 Nota del Traduttore
pag. 2 Raffaella Belletti

 
Nota del Traduttore


Mercedes-Benz è un romanzo originalissimo. Concepito sotto forma di lunga lettera allo scrittore ceco Bohumil Hrabal, come avverte il sottotitolo, è un grande atto di amore nei confronti di quest’ultimo, che l’autore considera il più grande e innovativo scrittore del Novecento. Ed è proprio da un racconto di Hrabal che Huelle trae spunto per l’idea centrale del libro: si tratta di Lezione serale, contenuto nella splendida raccolta Una perlina sul fondo (1963). Lezione serale è una gustosa descrizione di una lezione di guida motociclistica per le vie di Praga durante la quale il protagonista, Hrabal stesso, racconta al suo istruttore esilaranti episodi legati alla sfrenata passione del padre per le automobili.
Allo stesso modo il romanzo di Huelle descrive le lezioni di guida che il protagonista, anche in questo caso l’autore, prende a bordo di una scalcinata Fiat da un’istruttrice energica e dolce insieme, la graziosa signorina Ciwle. Siamo a Danzica. Lui è imbarazzato e piuttosto imbranato nella guida, e per stemperare la tensione e distrarre l’insegnante comincia a raccontarle innumerevoli storie riguardanti le vicissitudini di vari membri della sua famiglia, in particolare i nonni, alle prese con le automobili. Episodi divertentissimi: il clamoroso incidente della nonna Marie che negli anni venti, a bordo di una Citroën,  va a sbattere niente meno che contro una locomotiva, provocando grande scalpore perfino sulla stampa estera e meritandosi un’auto in omaggio dalla fabbrica francese; il tuffo nel fiume del nonno Karol con la nuova Citroën (distrutta quella, sarà costretto a comprare una nuova auto, appunto la Mercedes del titolo, mitica macchina che passerà poi al padre dell’autore); la sua invenzione della caccia alle mongolfiere a bordo di auto. Gli episodi non si contano, e sono tutti improntati a quel “lirismo automobilistico” a cui Huelle accenna nelle prime pagine, molto vicino al tono affettuoso con cui Hrabal descrive le vecchie auto e, attraverso di esse, le epoche storiche.
La signorina Ciwle è incantata dalle storie del suo allievo e gli chiede in continuazione di raccontargliene altre. E’ instancabile nell’ascoltarle. Il protagonista ne subisce il fascino, e l’interesse nei suoi confronti cresce ancora di più quando scopre che è anche lei una appassionata lettrice di Hrabal. Le ore di lezione diventano occasione di vivaci chiacchierate tra i due, che entrano piuttosto in confidenza.
Il romanzo è tutto un intrecciarsi di questi tre piani: le lezioni di guida, gli inarrestabili racconti del protagonista e il suo rapporto con la signorina Ciwle. In sottofondo, il continuo rivolgersi a Hrabal, destinatario della lettera fiume che costituisce il romanzo e lui stesso personaggio del  libro. Altro elemento fondamentale, gli innumerevoli riferimenti alle varie epoche storiche di un’area, quella dei paesi dell’est, che oggi vive  una difficile fase di transizione.
Il romanzo si conclude con il racconto struggente della morte di Hrabal. E’ questa, secondo Huelle, a segnare davvero la fine di un’epoca, e non altri  avvenimenti come la rivoluzione di velluto o la caduta del muro di Berlino. I libri di Hrabal, infatti, hanno aiutato tanta gente ad affrontare anni duri, cupi, gli anni della violenza politica e dell’ottusità burocratica con una buona dose di ironia.
Un discorso a parte merita lo stile, anch’esso volutamente mutuato dallo scrittore ceco. Il linguaggio parlato riproduce esattamente il ritmo della narrazione orale, piena di digressioni e passaggi da un tema all’altro che si susseguono in base a stimoli momentanei. Un argomento si incastra nell’altro secondo lo schema delle scatole cinesi, andando a creare un quadro composito, in cui la vita di tutti i giorni si mescola alle vicende storiche e a uno sguardo distaccato, filosofico, sull’uomo e sulla sua realtà più intima. Nonostante la difficoltà di tradurre un testo in cui ci saranno sì e no quattro punti fermi, ho scelto di lasciare immutata questa forma senza inserire soste o capoversi che facilitassero la lettura (com’è stato fatto ad esempio nella traduzione inglese), per mantenere la costruzione volutamente spontanea in cui si sviluppa il doppio racconto del protagonista-autore a Hrabal da una parte e alla signorina Ciwle dall’altra.

Raffaella Belletti









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