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TRADUTTORAMA

Malta
di: Carolyn Bain / editore: Edt, 2005
traduttore: Emanuela Alverà - Traduzione dall'inglese


Malta. Un paese che, forse perché così vicino all'Italia, viene spesso ignorato a favore di destinazioni più esotiche o meno mediterranee. Pensiamoci un attimo, quanti sono gli studenti italiani che hanno mai preso in considerazione la possibilità di frequentare un corso estivo di inglese (una delle due lingue ufficiali dello stato insieme al maltese) a Malta anziché in Gran Bretagna o negli Stati Uniti?
Eppure, a partire dalla mitica grotta in cui Calipso tenne prigioniero Ulisse, questo arcipelago di tre isole (le altre due sono le splendide Comino e Gozo) affiorante dal blu del Mediterraneo presenta infiniti motivi d'interesse, retaggio di una storia fatta di lunghi periodi di isolamento interrotti da invasioni straniere che nel corso dei secoli hanno visto succedersi fenici, romani, arabi, normanni, Cavalieri dell'Ordine di San Giovanni e infine inglesi, di cui Malta è rimasta colonia fino al 1964. A ripercorrere questo turbolento passato sono oggi templi megalitici più antichi delle piramidi egizie, necropoli sotterranee, possenti fortificazioni, atmosfere arabe, chiese siculo-normanne e magnifiche espressioni del barocco italiano, incorniciate da alte scogliere a picco sul mare, candide spiagge e acque cristalline.
Ma Malta ci fornisce anche l'occasione di parlare della traduzione delle guide di viaggio in generale, e delle guide EDT/Lonely Planet in particolare. In particolare perché la Lonely Planet ha una storia alquanto curiosa, iniziata nel 1972, anno in cui Tony e Maureen Wheeler, i due fondatori, intrapresero un lungo viaggio via terra che dall'Europa li portò attraverso l'Asia fino in Australia. Poiché all'epoca non esistevano ancora informazioni su questo itinerario, la coppia cui si deve la creazione della celebre casa editrice australiana scrisse la sua prima guida per soddisfare la richiesta crescente di altri 'backpackers' che con lo zaino in spalla sognavano di esplorare il mondo per conto proprio, con un budget limitato e senza appoggiarsi ad agenzie che organizzassero loro soggiorni e spostamenti. Nacquero così, dal tavolo di una cucina e poi da un mini-ufficio di Melbourne, le guide che oggi sono diventate un punto di riferimento per i viaggiatori di tutto il mondo.
Le guide di viaggio Lonely Planet sono sostanzialmente un concentrato di linguaggi settoriali (arte, architettura, gastronomia, biologia, politiche ambientali, burocrazia, medicina, trasporti, ecc.) presentati in veste narrativa, che pongono tutti  i consueti problemi della traduzione tecnica e di quella stilistica. Alcuni autori le scrivono come diari personali di viaggio, altri invece prediligono un'esposizione di tipo più giornalistico, molto stringata e incisiva. Da qui l'esigenza di renderne lo stile, mediando tra le caratteristiche del testo originale e la necessità della lingua italiana di dilungarsi talvolta maggiormente rispetto all'inglese, tra il tono autorevole richiesto a un volume cui il viaggiatore si affida per scoprire un nuovo paese e quello più informale che gli parla in prima persona per aiutarlo a risolvere tutti gli inconvenienti che potrebbero presentarsi durante un soggiorno all'estero. Naturalmente, il tutto in funzione delle informazioni che si vogliono fornire, perché alla fine il primo scopo delle guide di viaggio è quello di fornire informazioni attendibili.
Proprio perché il suo lavoro risulti attendibile, il traduttore è chiamato a due doveri fondamentali: la fedeltà terminologica, che gli impone una continua ricerca e documentazione (mediante la consultazione di testi, dizionari e siti internet specializzati, contatti con esperti del settore e quant'altro) e l'adattamento del contenuto, quando necessario, alle esigenze e alla sensibilità del lettore italiano. Nel primo caso, tale necessità emerge soprattutto quando ci si confronta con quel linguaggio scientifico fatto di termini attinti dalla geologia, dalla botanica, dalla zoologia, dalla fisica, ecc. che mirano a descrivere un determinato ambiente e i mutamenti che questo ha subito nel corso del tempo. Nel secondo, è spesso d'obbligo in campo gastronomico (dove, pur rispettando l'originale, si cerca di aiutare il viaggiatore a decifrare menu totalmente estranei alle sue abitudini culinarie con descrizioni accurate degli ingredienti) e in quelle parti dal contenuto più pratico e informativo che gli autori spesso vivacizzano con  battute e spiritosaggini sparse qua e là, non sempre comprensibili per un italiano, per rendere più vario e interessante il testo.
Tale problema si presenta con maggior frequenza nelle guide di destinazioni europee, destinazioni descritte attraverso il filtro di una cultura anglosassone che spesso guarda con stupore o con aria di bonaria accondiscendenza a tradizioni e modi di vita estranei alla propria mentalità. Ecco allora che i presepi maltesi presentati come un'assoluta curiosità diventano semplice oggetto di una considerazione sui festeggiamenti natalizi nell'isola. O che, in un'altra guida sulla Spagna, una lettura intitolata 'Sapori insoliti', in cui si descrivono con meraviglia banchi di mercato colmi di interiora di animali, diventa più semplicemente 'In macelleria'. Viceversa, quella che in Australia viene definita una 'excellent pizza with chicken and pineapple' dando come qualcosa di assodato il fatto che esistano pizze del genere, per noi italiani, molto esigenti in fatto di cucina e abituati a mangiare perlopiù pizze condite con pomodoro e mozzarella, diventa 'l'occasione per assaggiare una pizza diversa dal solito al pollo e ananas'.
Ciò non toglie che spesso, almeno per quanto riguarda le guide EDT/Lonely Planet, si preferiscano lasciare nel testo riferimenti a prima vista di non immediato interesse per il viaggiatore italiano, un po' perché si tratta di informazioni che potrebbero comunque rivelarsi preziose, un po' perché, data la sempre più diffusa conoscenza dell'inglese in Italia, si ritiene non del tutto superfluo mantenere segnalazioni di pubblicazioni (libri, giornali, risorse internet) in lingua inglese e un po' perché è possibile che chi viaggia da solo incontri compagni di strada di altre nazionalità, per i quali alcune informazioni contenute potrebbero essere d'aiuto a risolvere problemi d'ordine pratico.
Ma per tornare al punto di partenza, per dimostrare che le guide di viaggio non sono soltanto semplici raccolte di notizie utili ma talvolta anche testi godibili in sé, consiglio a tutti coloro che non sono in procinto di partire per una meta particolare e desiderano avvicinarsi a questo variegato mondo geografico ed editoriale la spassosa lettura di una guida dedicata a un paese del tutto insolito, perché inesistente sulla carta geografica: Molvania, una terra mai raggiunta dai dentisti (Rizzoli, Milano, 2004) - vi troverete tutta la filosofia delle guide per 'backpackers' spinta all'estremo.

Emanuela Alverà
emanuela.alvera@tin.it








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