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SAGGIO

Lost in Translation
di: Ella Frances Sanders / editore: Marcos y Marcos, 2016
traduttore: Ilaria Piperno - Traduzione dall'inglese

 
Indice dell'articolo
pag. 1 Lost in Translation - Nota del Traduttore
pag. 2 Ilaria Piperno, la traduttrice
pag. 3 Articolo di Bruno Osimo

 
Articolo di Bruno Osimo

Prima di tutto, se volete apprezzare questa recensione, vi invito alla goya(1) . Quando mi hanno dato da leggere questo libro, sono stato preso da un’ondata di tima (2)  perché mi son detto: ma io nel kalpa(3) non leggo libri illustrati! Mi sono fatto un po’ di cafuné(4)  da solo, mi sono tolto l’orologio che mi ha lasciato il karelu(5) , e ho continuato a passeggiare provando Waldeinsamkeit(6) . Sono un cotisuelto(7)  e non mi va di fare quello che obbedisce agli inviti.
Non sapevo cosa scrivere, allora ho usato il sistema della murr-ma(8)  mentale, perché mi facesse da guida, ma sùbito ‘akihi(9).
Poi ho conosciuto Ilaria, ho provato subito gezellig(10) , speravo di risultarle szimpatikus(11) : tra di noi c’è stato subito tiam(12) ; siccome sono un Luftmensch(13)  e stavo già provando Forelsket(14) , ho desiderato arrivare a sperimentare il naz(15) . Io pensavo che ci fosse mamihlapinatapai(16) . Lei mi ha subito fatto capire che non avevo abbastanza nunchi(17); sul momento non ho reagito, ma poi m’è venuta in mente una trepverter(18); non mi davo per vinto e ho fatto ricorso alla struisvogelpolitiek(19). Sono un Warmduscher(20), ma non fino a questo punto.
Pieno di Resfeber(21) , desideroso di vacilar(22) , mi sono avvicinato al computer color feuillemort(23)  che era a un poronkusema(24)  di distanza e, dopo essermi fatto strada nella Kabelsalat(25) , mi sono accinto a scrivere. Osservando i miei rotoli di Kummerspeck(26) , mi sono abbandonato al boketto(27)  immaginandomi la komorebi(28)  anche se c’era la mångata(29) . Preso dalla sindrome della pagina bianca, ho deciso di farmi una fetta di pane con pålegg(30)  e di versarmi uno scotch triplo, e m’è venuto lo sgrìob(31) . Ho lanciato un’occhiata al mio comodino, pieno di tsundoku(32) , ma non c’era niente da fare: anche per oggi quei libri avrebbero dovuto aspettare. Quando l’effetto dello scotch s’è fatto sentire, mi sono buttato in faccia una gurfa(33)  e mi sono fatto un tretår(34)  per non rischiare di addormentarmi e per sentirmi più ispirato. Poi però in un batter di pisan zapra(35)  m’è venuta in mente questa jugaad(36)  e mi ci sono messo con meraki(37).
Spero che questa mia recensione abbia un po’ di wabi-sabi(38)  perché io ubuntu(39), e mi auguro che non vi abbia fatto razljubit’(40)  del libro in questione, ma siccome sono uno schlimazel(41)  mi sa che non vi piacerà. Vorrà dire che è come un jayus(42). Questo mi riempie di hiraeth(43). Se non avete capito di che libro si tratta, vediamoci per una fika(44): ne parleremo. Ci sarà kilig(45)! Del resto, se non v’è piaciuta, potrei limitarmi a un glas wen(46) e chi s’è visto s’è visto. Se pretendete un samar(47), non sono però disponibile, mi dispiace. Sono sempre qui che iktsuarpok(48) per vedere se qualcuno di voi lettori viene a trovarmi. Nei confronti di Ilaria che ha proposto alla Marcos y Marcos questo libro e l’ha tradotto provo ya’aburnee(49) (non so se mi spiego). Tanto che stasera preparerò una squisita pizza per mia moglie come Drachenfutter(50). Se volete sapere in che lingue sono tutte le parole delle note, e quanto sono belle le illustrazioni, e avere una spiegazione più poetica ed esauriente dei vari lemmi, non vi resta che andare a comprarlo: è un libro bello, ben tradotto, che non invecchia mai.

Bruno Osimo

Bruno Osimo, è nato a Milano nel 1958, è scrittore e teorico della traduzione, docente a contratto di critica della traduzione, teoria della traduzione e storia della traduzione presso vari atenei.
Svolge ricerche nel campo della scienza della traduzione e traduce dall'inglese e dal russo.
È coordinatore del corso di Mediazione Linguistica di Milano Lingue.

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NOTE all'articolo di Bruno Osimo
(1) Sospensione dell’incredulità.
(2) Indisponibilità a investire tempo/denaro.
(3) Passare del tempo cosmologico.
(4) Passare le dita tra i capelli.
(5) Segno sulla pelle.
(6) Piacevole solitudine a contatto con la natura nel bosco.
(7) Uomo che porta la camicia fuori dai pantaloni.
(8) Cercare coi piedi nell’acqua.
(9) Dimenticarsi le istruzioni appena ricevute.
(10) Intimità.
(11) Buona impressione al primo incontro.
(12) Scintillio negli occhi al primo incontro.
(13) Sognatore.
(14) Euforia da innamoramento.
(15) Arroganza data dal sentirsi amati.
(16) Tacita intesa tra due con desiderio comune.
(17) Capacità di capire l’amore.
(18) Risposta che ti viene in mente troppo tardi.
(19) Tattica dello struzzo.
(20) Docciatore tiepido.
(21) Febbre da vigilia di viaggio.
(22) Viaggiare senza meta.
(23) Color giallino.
(24) Distanza che una renna percorre senza pause.
(25) Groviglio di cavi.
(26) Pancetta da fame nervosa.
(27) Lasciar vagare lo sguardo in lontananza.
(28) Luce filtrata dai rami.
(29) Scia della luna nell’acqua.
(30) Spalmabile.
(31) Pizzicore del labbro superiore prima di assaggiare whisky.
(32) Libro comprato ma non ancora letto.
(33) Manata d’acqua.
(34) Tre caffè.
(35) Tempo-banana.
(36) Soluzione rapida molto inventiva.
(37) Fare qualcosa con passione.
(38) Bellezza dell’imperfezione.
(39) Sono io solo attraverso di voi.
(40) Disamorare.
(41) Scacciafortuna.
(42) Barzelletta che non fa ridere.
(43) Nostalgia per luoghi mai esistiti.
(44) Pausa con dolce e caffè.
(45) Farfalle nella pancia.
(46) Sorriso blu.
(47) Veglia fino a tardi per raccontare.
(48) Andare continuamente fuori a vedere se arriva qualcuno.
(49) Speranza che la persona amata ti sopravviva.
(50) Pasto del drago.











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