
Tradurre
Turtle Island è stata un'esperienza completa, umanamente e professionalmente, e a dir poco
straordinaria. Unica e irripetibile nella mia vita.
Una scoperta illuminante: definisco così il mio incontro con quest'opera, la
massima di Gary Snyder.
Turtle Island, premio Pulitzer per la poesia nel 1975, già classico della controcultura americana,
è infatti proprio quello di cui abbiamo bisogno oggi.
Questo libro, il cui titolo riprende gli antichi miti cosmogonici dei Nativi
Americani, secondo cui il Nordamerica sarebbe emerso e sostenuto dal guscio di
una tartaruga, è una pietra miliare del bioregionalismo e di tutto l'ambientalismo.
Grande, infatti, è la lezione dei popoli nativi riguardo alla conoscenza e al
rispetto della biodiversità.
Una delle peculiarità di
Turtle Island, composto da una originalissima commistione del genere poetico con quello saggistico,
sta nel fatto che il messaggio ecologista è veicolato dalla poesia. Una Poesia
che diviene lo strumento e il fulcro di una visione che trascende l'ambito letterario
per entrare pienamente, oltre che nell'ecologia, nel sociale, nel politico, nella
ricerca spirituale. E che recupera e sublima, in questo modo, tutta la sua originaria
funzione sacrale. Una poesia, ancora, che è stata definita "unprecedented", e
che si sposa alla perfezione con altre due parole chiave: amore e consapevolezza.
Offrendo così strumenti particolarmente efficaci di conoscenza di sé e del mondo
contemporaneo.
Sono convinta che nella vita nulla accada per caso: l'imbattermi in
Turtle Island è stato un vero e proprio episodio di serendipità. Per me, è il Libro. Quello
che, più di qualsiasi altro, ha cambiato la mia vita. Più di tre anni fa ero alla
ricerca di un testo da tradurre per la mia tesi di laurea, che segnasse un momento
fondamentale nel mio percorso e che fondesse, in una visione di fondo unitaria,
varie istanze di mio interesse: l'ecologia, la poesia, l'impegno nel sociale e
al tempo stesso un cammino spirituale autentico.
La realtà superò le mie aspettative. Non appena scoprii il significato del titolo
e sfogliai il libro, ebbi la certezza di aver trovato l'opera giusta. Andando
avanti nella lettura, insieme all'intera opera di Snyder, mi si schiuse una visione
che mi prese e mi affascinò completamente.
Turtle Island andava assolutamente tradotto e, possibilmente, diffuso. Il ribattezzare gli
Stati Uniti "Isola della Tartaruga", come un'altra America in cui divenire "nativi"
dei propri luoghi, cessando di comportarsi come sfruttatori e invasori, rientrando
in armonia con tutte le forme viventi della Madre Terra, mi sembrava geniale e
visionario. E necessario. Mi buttai anima e corpo nella traduzione di quel testo,
che mi accompagnò per mesi (e che continua ad accompagnarmi e ad ispirarmi), lavorando
contemporaneamente a una dettagliata opera di commento e di analisi. Il mio sogno,
allora, era veder pubblicato il mio lavoro…
Così, dall'impegno accademico a quello editoriale, in veste di curatrice della
prima edizione italiana del libro, è nato
L'isola della tartaruga/Turtle Island, composto da una parte della tesi (ancora inedita nella sua interezza). Tutto
ciò è stato un lavoro delizioso e insieme una grande prova. Io lo definisco anche
ri-scoperta (La riscoperta di
Turtle island è anche il titolo che ho dato alla postfazione del libro). È stata un'esperienza
ineguagliabile riscoprire questa grande opera prima come lettrice e poi come traduttrice,
a distanza di trent'anni dalla pubblicazione. Ovvero in un momento storico importante,
di cui possiamo scorgere i nessi e le somiglianze con l'attualità. Il messaggio
di allora appare oggi più valido e attuale che mai: ciò si vede, in particolare,
nella straordinaria lungimiranza dei saggi.
La filosofia che informa il libro, poi, è al tempo stesso una pratica dalle matrici
salde e profonde, proprie della tradizione sia occidentale che orientale: la lezione
dei nativi, l'ecologia profonda, il buddismo zen, il sindacalismo di matrice anarchica
del Nordovest americano. E molto altro ancora. Ma, soprattutto, come ha sottolineato
più volte Snyder stesso, essa "dà voce ai nostri cuori". Come la letteratura è
inscindibile dalla vita, non c'è separazione tra la forza interiore, che Snyder
chiama "the power within", e l'impegno del poeta nel mondo: "the real work". Una
poesia che definisco "l'incontro irripetibile di selvaticità e raffinatezza zen"
e che aiuta a combattere l'inquinamento sia dentro che fuori di noi. Insegnando,
così, a vivere con più grazia. Una lirica completa, dunque, che scaturisce da
una mente sana e da un nobile cuore.
Avventurarmi nei territori mentali e reali dell'Isola della Tartaruga, la vera
"altra America", è stato un meraviglioso viaggio. Cercare di ricreare nella nostra
lingua quest'utopia realizzata, che risolve splendidamente le antitesi e le lacerazioni
proprie della letteratura nordamericana in una lirica "senza precedenti", è stato
un "labour of love" e al contempo una grande prova. Nella concezione snyderiana
il poeta è un artista-artigiano, fuso nel Tutto e insieme distaccato osservatore.
Egli è colui che sa uscire dai confini del proprio ego, dando voce al mondo naturale,
sia nelle sue molteplici espressioni che nell'onnicomprensività ultima: al Cervo,
all'Orso. Alla Gazza e al Coyote. Alla Sequoia, alla Quercia e alle Rocce. Al
Vento. Alla Mente. Sentendo le energie più sottili e al contempo entrando in rapporto
con tutti i livelli della società. Nel tradurre, sentivo queste voci penetrare
in me, rapita e ammirata di quanto un poeta così grande ci ricordi, con lucidità
non comune, la sostanza: ovvero che "La nostra fonte primaria di cibo è il Sole".
Il mio intero essere è rimasto coinvolto: è stato come farmi attraversare, in
quella pratica sublime che è la forma di lettura più profonda, nella mente, nello
spirito e nel corpo. Il libro è ricco di citazioni e di riferimenti. I maestri
di Snyder sono, oltre che alcuni scrittori americani (da Emerson a Thoreau, fino
a W.C. Williams, ma anche Kenneth Rexroth, suo mentore), i poeti della natura
cinesi e giapponesi. La sua poesia è il frutto del lavoro fisico, della meditazione
zen, dell'esplorazione della natura. Leggere
Turtle Island richiede attenzione particolare per la prosodia: frequenti sono le assonanze,
le rime interne, le ripetizioni e le allitterazioni, tutte strategie attinte,
oltre che dalla mitologia nativa e dalla letteratura orientale, dal patrimonio
dell'antico anglosassone. È stato davvero formativo adoperarmi per ricreare nella
lingua attuale italiana la varietà di toni, stili, registri, accomunati da una
concezione universale del mezzo poetico, che vuole essere "per tutti gli uomini
e per tutte le donne" (le note al testo in
L'isola della Tartaruga approfondiscono questo aspetto).
Avevo un secondo sogno: incontrare questo mio Maestro di persona, dopo mesi di
corrispondenza. Averlo avuto in Italia, per la prima volta, proprio in occasione
della presentazione de
L'isola della tartaruga, lo scorso settembre, è stato un grande onore. Non si può definire l'emozione
che deriva dal sentir recitare dal vivo le liriche che tanto hanno segnato il
mio percorso. Quella snyderiana, tra l'altro, è una poesia che va recitata ad
alta voce, e che va condivisa collettivamente, realizzandosi pienamente nello
spazio pubblico. Una poesia che include canti, mantra,
dharani, koan, e che appartiene ad uno spazio sacro ed eterno, in cui il poeta è anche sciamano
e guaritore.
Da Roma a Firenze, nelle librerie cittadine, come al Festival della Letteratura
Resistente e nella campagna umbra, presentare insieme il suo/nostro libro è stata
una grande soddisfazione. L'uomo si è rivelato lo specchio dell'artista. Abbiamo
discusso per ore di poesia. Vedermi affidata la sua produzione, composta da opere
che mi hanno incantato, commosso e accompagnato, è una bella conferma. E un immenso
privilegio. Che mi auguro di onorare con lo stesso spirito che mi ha accompagnata
finora.
Curare
Turtle Island ha rappresentato, infine, il compendio di quel che tradurre come arte e come
mestiere rappresenta per me: passione, ricerca, cura. Rispetto, collaborazione
e umiltà.
Allora, lasciatevi illuminare e trasformare anche voi, lettori, da questo magico
inno d'amore al pianeta Terra!