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LIBRERIA

Italo Libri, la libreria e caffè letterario di Copenaghen
Articolo di Giulia Longo

Serata Pasolini. Si fa largo così, in italiano, un evento organizzato un lunedì sera all’interno di un festival letterario danese, che proprio in danese presenta tutti i vari incontri promossi e sponsorizzati. København læser, si intitola il festival, giocando sulla polivalenza del termine læser, che può indicare sia il sostantivo lettore, lettrice sia il verbo leggere. Il lettore di Copenaghen e/o Copenaghen legge. Sono molti i lettori della capitale a partecipare alla serata Pasolini quel lunedì sera: giovani studenti come appassionati meno giovani, tutti a prenotare un posto a sedere nel piccolo, nuovo locale aperto a Østerbro, un quartiere piuttosto borghese e tranquillo nel cui panorama un luogo di ritrovo letterario che non sia la biblioteca comunale, in effetti, manca. Anche quel luogo di ritrovo, fissato in calce all’appuntamento dal titolo italiano, ha un nome italiano. Italo Libri. Situato in una stradina secondaria nei pressi di una chiesa e del liceo privato ad essa affiliato, passandoci di fretta potrebbe anche passare inosservato. Due locali e mezzo in uno scantinato al piano seminterrato di un palazzo residenziale distinto: al momento ancora nessuna insegna o indicazione segnalano il posto. Solo delle candele alla finestra. E dei lettori silenziosi che, all’esterno, accostano le loro biciclette al muro dell’isolato, si tolgono sciarpe, guanti e cappello per scendere i pochi gradini e pagare il biglietto d’ingresso. La Serata Pasolini vede un autore danese presentare una sua raccolta di poesie legata a Pasolini sin dal titolo: Romerske Nætter, Notti romane, raccolta in gran parte composta proprio a Roma. A condurre la serata è l’organizzatrice dell’evento, proprietaria del luogo, aperto da sole tre settimane ma già molto impegnato nel proporsi per ospitare nuovi percorsi di lettura e discussione. Siri Rønne Christiansen ha 27 anni e un enorme entusiasmo per l’Italia, nato quando, a 16 anni, uno scambio scolastico la porta per 10 mesi a San Donà di Piave, in una famiglia veneta nei riguardi della quale si dichiara molto grata, avendole insegnato un italiano pulito, essenziale, che non rinviene nell’inglese o in una seconda lingua un paracadute d’emergenza. Non la definisce, infatti, una costrizione, quanto una scelta che da necessaria divenne libera, voluta, desiderata. Imparare l’italiano in Italia non solo per sopravvivere nel Bel Paese, ma per viverlo dall’interno, coglierne le sfumature, sondarne le complessità. Da quel periodo adolescenziale in famiglia torna poi in Italia almeno una volta o due all’anno, fino al 2012, quando il programma Erasmus le offre un periodo di sei mesi nella città a lei più cara: Roma. Siri si è infatti nel frattempo iscritta all’Università di Roskilde, dove studia filosofia e letteratura danese. A Roma abita nel quartiere di San Lorenzo, a pochi passi dall’Università La Sapienza, dove segue anzitutto corsi di letteratura italiana e storia del giornalismo. È qui che nascono l’idea di aprire una libreria italiana a Copenaghen nonché l’interesse per Pasolini, in Danimarca ancora poco conosciuto e ancor meno tradotto. È questa voglia di rendere contemporanee due nazioni a mettere in moto il progetto di Siri: aprire una libreria italiana in Danimarca, presentare l’Italia non solo nei suoi paesaggi da cartolina in cui trascorrere le vacanze, ma sottolinearne il carattere attuale, il peso stesso della cultura che, tra mille difficoltà politiche ed economiche, in Italia resiste, persiste. Come il pensiero di Pasolini, quell’«Io so» anastrofe e sintesi del suo contributo alla storia della lingua e di una intera civiltà. Le Poesie in forma di rosa conquistano Siri. Dietro il piccolo palco montato per la presentazione qualche copia del volume si può anche acquistare, in italiano. Sia perché non è ancora stato tradotto in danese, sia perché uno degli intenti di Siri è avvicinare i lettori danesi al testo vivo, a calarsi nella lingua come fece lei: senza paracadute. Il locale funge da magazzino-deposito: scaffali di testi in italiano e di traduzioni danesi di testi italiani affollano le mensole della libreria nello spazio più ampio della cantina, lo stesso che fa da cornice al pubblico che prende posto su una sedia pieghevole o un divanetto, e intanto può sfogliare un romanzo o bere un caffè espresso o un bicchiere di vino, il tutto preparato nella stanzetta attigua. Mancando una cucina, non può atteggiarsi a caffè letterario; Siri adora piuttosto l’espressione e la realtà tutta italiana del «centro sociale», ed ha infatti stabilito che i prezzi delle bevande disponibili restino sociali, alla portata dello studente squattrinato che non rinuncia, però, al buon gusto del sorseggiare qualcosa di italiano. La fermezza di Siri è particolarmente da apprezzare, in una capitale dove bar, pizzerie, ristoranti italiani e presunti tali pompano spesso i prezzi in nome della qualità del Made in Italy. Da Italo Libri , durante la Serata Pasolini, un bicchiere di vino costa 15 corone, un caffè 10. Tradotto in euro, rispettivamente circa 2 euro e 1,30. Il nome stesso non è casuale: doveva suonare immediato, ed allo stesso tempo rinviare ad un gigante che avesse fatto la letteratura del '900. Siri pensa a Svevo e Calvino: è un omaggio ai due autori come una strizzatina d’occhio ai suoi conterranei. Siri racconta sottovoce che aveva cercato una parola facile da dire, e che pensava i danesi non avrebbero avuto problemi nel pronunciare. Di nuovo sottovoce racconta però che sono in molti a dire Itàlo anziché Ìtalo: non ne è infastidita, sorride ripetendolo con la giusta intonazione e l’accento corretto. Italo Libri. I vari festival letterari di Copenaghen hanno già contattato Siri come sponsor per ulteriori eventi da organizzare nei suoi piccoli locali, presi in subaffitto da un amico che vi teneva il suo atelier da disegnatore. Italo Libri si pone, difatti, come una realtà alternativa a quelle ufficiali patrocinate da enti diplomatici e internazionali, pur presenti e attivi sul territorio scandinavo. Il Museo Thorvaldsen, in via ufficiosa, si è anche detto disponibile al prestito di un busto del grande scultore in tema con l’ambiente da ravvivare. Nemmeno le ristrettezze economiche distolgono Siri dal suo intento di rinsaldare il connubio tra Italia e Danimarca: la sua libreria è quello che lei stessa vuole essere. Un luogo concreto inserito in una realtà attuale, volto non ad esaltare la nostalgia verso un’Italia lontana nello spazio e indietro nel tempo, ma un interscambio che invogli soprattutto i giovani ad installarvisi, a viverla non da turisti ma da lettori, traduttori attivi che testimonino che una lingua la si impara gettandovisi dentro, leggendone i testi, ascoltandone le voci, promuovendo serate che rendano le sonorità stesse dei due idiomi più vicine. Il caso di Pasolini era peculiare, poiché lo si è letto prima in traduzione inglese e poi nell’originale italiano, ma nei propositi di Siri c’è l’accostamento costante, la traduzione simultanea, l’interpretazione doppia di ogni brano, letto in danese e in italiano. Si è soliti ritenere che l’italiano è una lingua che va molto forte in Danimarca, al livello dello spagnolo e del francese. Soltanto il francese, però, ha un caffè letterario nel centro di Copenaghen, dove i francofili possono tra l’altro acquistare i libri che adottano ai corsi di lingua che seguono nella varie scuole della città senza pagare le spesso non irrisorie spese di spedizione. A questo punta anche Siri: ampliarsi e proporsi come libreria ancor prima che bar, diventare un punto di riferimento per chiunque voglia planare in Italia, pronti al decollo prima di atterrare. Per chi vi si vuole catapultare. Imparare a leggere, a parlare, ad ascoltare. A tradurre ancora prima che a copiare. Per chi ci vuole provare. Senza paracadute.
Italo Libri
Ved Klostret 4, kld.
2100 København Ø
http://www.italolibri.dk

Giulia Longo









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