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Intervista impossibile a Salvatore Liquore
Indice dell'articolo
pag. 1 Intervista impossibile a Salvatore Liquore
pag. 2 Scheda romanzo
pag. 3 Gli autori
pag. 4 Le prime pagine
Intervista impossibile a Salvatore Liquore
Non ti chiedo tre aggettivi per descriverti, perché poi non sembra un'intervista,
ma più un colloquio di lavoro. Semplicemente (si fa per dire): chi è Salvatore
Liquore?
E' uno che si vive alla terza persona. Che quando si rimprovera si chiama per
cognome. E' una persona incredibile che però si sente normale perché è circondato
da persone ancora più incredibili di lui. E' una persona con frasi brevi, pensieri
corti. Detto altrimenti, non ama gli intellettuali.
Quando sei nato e come hai trascorso i primi anni di vita? Che tipo di bambino
eri?
Il balcone della cucina di casa mia guarda sul lungomare di Catanzaro Lido. Mi
ci è servita tutta l'infanzia per convincermi che non ero un pesce, ma un banale
mammifero terrestre.
So che ora sei una persona piuttosto cinica. Sei diventato così in America?
Perché cinica? Tu dai troppo retta ai libri. Non sono cinico. Solo non sopporto
quando il mondo prova a prendermi per i fondelli.
L'11 settembre 2001 ti trovavi su un aereo in partenza dall'America per Bruxelles.
È una coincidenza? Che cosa rappresenta per te quel giorno?
Le coincidenze non esistono. Leggi davvero tanto tu, eh? L'11 settembre poteva
rappresentare molto. Mi ero preparato per settimane. Ma alla fine Bin Laden ha
rovinato tutto. Se lo è preso, se ne è appropriato, di quel giorno. Lo ha espropriato.
Alcune migliaia di persone quel giorno sono morte. Ma tutti gli altri hanno perso
un giorno della propria vita
Ora vivi in Belgio, dopo aver lasciato gli Stati Uniti, ma sei originario di
Catanzaro. Hai vissuto in altri paesi? Ti piacerebbe vivere in Italia? Se no,
dove ti vedresti bene?
In realtà il Belgio l'ho lasciato. L'Italia va bene per l'opera, la cucina, l'estate.
Vorrei trasferirmi a Dubai, o Istanbul. Città dove il terremoto lo producono i
passi della gente, ogni giorno. Semplicemente facendo.
Sei mai stato ad Atene?
No, ma è come se ci fossi stato.
Lavori in campo pubblicitario. Sei il tipo estroso e creativo o sei quello con
la parlantina che accalappia i clienti?
Lavoro con clienti che hanno più parlantina di me. Non mi considero creativo.
Propongo, sono credibile, imparo dagli errori.
Che rapporto hai con il tuo capo, il famigerato Frank Lenston?
Leston? Vuoi dire Lowe, forse.... Non è famigerato. E' un grande capo perché
non si fida solo del suo intuito, ma anche di quello delle persone in cui crede.
Con me una volta ha fatto male a fidarsi, ma alla fine la cosa è servita a entrambi.
Andiamo nel privato. Ho letto che frequenti una certa Iolanda. È la tua fidanzata?
Dove e quando l'hai conosciuta?
Iolanda? Mi scappa da ridere. La frequento meno di quello che vorrei, ma cosa
vuoi che ti spieghi su di lei?
Sei religioso? Credi nel matrimonio e soprattutto in Dio?
Se un giorno me lo chiede Dio, risponderò di sì.
Un'ultima domanda. Che cosa ti fa paura del futuro, se c'è qualcosa che ti fa
paura?
Che ad un certo punto si fermi tutto.
Claudio Molino
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