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ROMANZO

Guida agli uccelli dell'Africa orientale
di: Nicholas Drayson / editore: Piemme, 2009
traduttore: Velia Februari - Traduzione dall'inglese

 
Indice dell'articolo
pag. 1 Nota del Traduttore, Velia Februari
pag. 2 Nota del Redattore, Angela Trinchero

 
Nota del Redattore, Angela Trinchero

Cosa c’è di meglio come antidoto contro lo stress di stare a guardare gli uccelli, di armarsi di un binocolo e cercare di indovinarne la specie, di praticare del birdwatching, insomma?
“C’è qualcosa negli uccelli, nella loro bellezza e libertà, che fa bene all’animo umano”. Anche soltanto per questa frase, riflesso della profonda passione dell’autore per la natura e le sue manifestazioni, vale la pena leggere “Guida agli uccelli dell’Africa orientale”, romanzo, come ci avverte il sottotitolo, di Nicholas Drayson. Scrittore e giornalista inglese trasferitosi in Australia, ma soprattutto studioso di zoologia e storia naturale, Drayson ambienta il suo terzo lavoro letterario a Nairobi, dove lo scrittore in passato ha trascorso un breve periodo. La capitale kenyota fa da sfondo alle vicende di Mr Malik, indiano di nascita, titolare di un’azienda di tabacco, che ogni martedì partecipa alla spedizione di avvistamento organizzata dalla Società ornitologica dell’Africa orientale (in fondo glielo ha consigliato il cardiologo, oltre a prescrivergli le pastiglie verdi). Le spedizioni sono guidate da Rose Mbikwa, scozzese, “rossa di capelli e bianca di pelle”, vedova di un uomo politico kenyota. “Né bianco né nero”, anche Mr Malik è vedovo ed è un uomo pacifico, onesto e corretto, apprensivo per il lavoro e per la figlia. Basso, rotondetto, con problemi di calvizie, il sessantunenne Malik ama segretamente da tre anni la signora Rose, perché nonostante tutto “le passioni ardono intensamente nel petto di Mr Malik come in quello di ogni altro uomo”. A turbare la vita del protagonista non sono soltanto la vista e la voce di Rose che tanto l’affascinano, ma anche l’arrivo di Harry Khan, vecchio compagno di scuola nonché esatto contrario di Malik. Occhiali da sole, bracciali d’oro, spiritoso, affascinante e donnaiolo incallito, Khan, ai tempi della scuola, non aveva mancato di rendere oggetto delle sue burle il più timido e riservato Malik e per di più, anche lui ora è interessato alla bella Rose. Ironia della sorte, i due si ritrovano rivali in amore e contendenti in una scommessa: chi avvisterà il maggior numero di uccelli in una settimana, inviterà la signora al ballo annuale del Nairobi Hunt Club. Così, tra impedimenti e ostacoli, si snoda l’avventura di Malik.
L’amore, la natura, una scommessa. “Guida agli uccelli dell’Africa orientale” è una storia piacevole e divertente, ironica e delicata, sapientemente costruita su anticipazioni e sorprese. La prosa brillante della traduzione italiana ricrea l’umorismo allegro della voce narrante, sempre amichevolmente rivolta al lettore, che racconta in prima persona i propri ricordi e le vicende del buon Malik. Il narratore ricorda la variegata società di Nairobi fusione di tante “tribù”, la corruzione della classe politica, l’odore inconfondibile dei falò accesi ai bordi delle strade che bruciano sterpaglie e rifiuti.
C’è ancora molto da scoprire in questo romanzo. E poi ci sono loro: hadada, nettarinia, upupa, astore cantante pallido, pigliamosche del paradiso, soltanto alcune delle “oltre mille specie diverse, più di quelle dell’intera America del Nord”, che popolano i cieli africani. Gli uccelli rappresentano un originale filo conduttore che accompagna i personaggi nelle attività quotidiane e nelle loro avventure, presenze reali e magiche come la cultura africana.
Forse i birder esperti avranno qualcosa da ridire su alcune specie (non tutte quelle citate si trovano in Africa), ma i lettori che vogliono godere di un libro piacevole ameranno la storia e i disegni posti ad ogni inizio di capitolo. Amanti e non amanti di birdwatching, la competizione tra Mr Malik e Harry Khan divertirà tutti e speriamo che in molti concorderanno con il vecchio e caro amico di Malik, Thomas Nyambe, quando parla della gara di avvistamento: “Insegnerà alle persone a vedere la bellezza che le circonda. Tanta gente non lo fa”.

Angela Trinchero









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