| ROMANZO |

 |
Giostre, puzzle e altre storie
di: Rachel Trezise
/ editore: Beit casa editrice, 2009
traduttore: Gioia Guerzoni - Traduzione dall'inglese
Indice dell'articolo
pag. 1 La Nota del Traduttore, Gioia Guerzoni
pag. 2 La Nota del redattore, Ana Ciurans
La Nota del Traduttore, Gioia Guerzoni
“Incosciente”, mi sono detta mentre accettavo di tradurre i racconti dell’autrice
gallese Rachel Trezise, Fresh Apples. Incosciente perché non conoscevo il paesaggio, perché per me quello strano
paese dalla lingua del tutto incomprensibile, che spesso avevo sfiorato vagabondando
in altre parti del Regno Unito, era solo un insieme confuso di fantasie, come
i tasselli di un puzzle quando sono tutti sparpagliati sul pavimento. Cymru, questo
il nome nella lingua di ceppo gaelico, era nel mio immaginario il paese dei minatori,
di Mago Merlino, di nove milioni di pecore su tre milioni di abitanti, della bandiera
nazionale con il drago rosso uscito dalle fiabe e delle “vuote fattorie bianco-pecora
addormentate strette” cantate da Dylan Thomas.
Ho iniziato a lavorare. Di tutti gli altri autori che ho tradotto conosco più
o meno i paesaggi: l’America di New York e dei motel, l’Irlanda, la Scozia, le
campagne inglesi, tanta India... mi piace osservare ed esplorare. Ma quei tasselli
gallesi mi mancavano.
Dopo due mesi ero a Swansea per una residency fitta di impegni e incontri con
scrittori locali. E la casa di Dylan Thomas, le pecore giallastre, il mare piombo.
La birra S. A. Brains da Samuel Artur Brain, il fondatore della brewery, poi diventata
Skull Attack, nomen omen. E le foto di I.C. Rapoport con le facce nere dei minatori
dopo il disastro di Aberfan.
Finalmente vedevo e toccavo.
Un paio di settimane dopo scorazzavo in macchina con Rachel, – classe 1978, occhi
chiari che spiazzano come la sua timidezza e il senso dell’umorismo – per le strade
della Rhondda Valley, dove sono ambientati i suoi racconti.
Giostre, puzzle e altre storie (Beit), sono storie graffianti di perdita dell’innocenza, di adolescenti e giovani
che tentano di sopravvivere al grigiore e al vuoto dei paesaggi postindustriali,
a trovare vie di fuga diverse dalla fuga reale oppure alcolica o narcotica.
Sono stata sulle giostre del parco nel Bwlch dove si ritrovano i ragazzini di
Mele. Nel caffé citato in Puzzle: tre tavolini rotondi appiccicati alla vetrina,
pareti impregnate di fumo, immaginette della madonna, macchina del caffé originale
italiana. È tutto vero, i proprietari sono gli stessi ma non ricordano più la
loro lingua, c’è il bancone ricoperto di panciuti contenitori in vetro pieni di
caramelle dai colori psichedelici e persino la nutella nelle minuscole confezioni
monodose che da noi non si trovano più.
Ho visto i paesaggi mozzafiato delle valli crivellate di miniere ormai chiuse,
trasformate in musei di archeologia industriale. E sempre le pecore, dappertutto,
e i ragazzini di cui parla Rachel, scugnizzi dalla pelle bianco latte che parlano
a raffica mescolando il gallese e un inglese tagliente. Li ho osservati a lungo,
sapendo che il colore delle loro parole sarebbe sbiadito in traduzione. Ma che
altri dettagli, invece, sarebbero risultati più lucidi grazie al fatto che li
avevo visti. Una passata di Sidol sulle parole.
Nello stesso periodo ho conosciuto e tradotto un altro giovane autore gallese,
un altro prodigio, Cynan Jones. Del suo libro, La lunga siccità, romanzo di un giorno, (Isbn) ho avuto la fortuna di vedere i paesaggi. Cynan, scrive in una lingua
scarna, apparentemente semplice, che nel parlato, da bravo bilingue, mescola alla
musicalità tipica del gallese. Una lingua asciutta, che si muove in punta di piedi,
al cui confronto l’italiano, così ricco di polisillabi, sembra una vecchia signora
grassa e lenta. Per evitare di diluire quei mono e bisillabi che suonavano alle
mie orecchie, forse influenzate dal clima, come gocce di pioggia leggere e ritmate,
ho fatto ricorso a piccoli stratagemmi. Con il consenso dell’autore ho cercato
corrispettivi più “magri”, asciugando gli aggettivi se erano troppi, a volte cambiando
la punteggiatura. Guardando, toccando e percorrendo quel Galles, i tasselli hanno
trovato il loro posto, aiutandomi a dipingere meglio – spero – il paesaggio della
traduzione.
|
|
Aiutati nella ricerca con i campi qui sotto, sarà molto più veloce.
|