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Georges Perec e la letteratura combinatoria
di: Dori Agrosì
Scrivere un romanzo significa anche pensare a uno schema narrativo che dia senso
e corpo a un testo. Nella letteratura combinatoria lo schema è tutto ciò che lo
genera. In Italia un esempio importante è Italo Calvino, se si pensa ad esempio
a Le città invisibili o Se una notte d’inverno un viaggiatore. Romanzi che seguono uno schema reticolare e combinatorio, generatore di testo
e argomento principale di questo numero.
Un uomo che dorme (Quodlibet, trad. di Jean Talon Sampieri), è un romanzo che esce in Francia
nel 1967, periodo appena precedente all’entrata di Perec all’Oulipo e non ancora
particolarmente vincolato alle regole del gioco combinatorio. Tuttavia il libro
segue uno schema preciso e genera un effetto ipnotico per il susseguirsi di aggettivi,
descrizione di rumori di sottofondo e azioni rivolte al negativo, secondo cui
il protagonista si educa all’indifferenza e alla solitudine. L’autore non dà un
nome al personaggio ma segue la narrazione con il «tu», che suona come un continuo
rimprovero. Il lettore approda a un’isola di salvezza nel finale, in cui Perec
sceglie di dare al protagonista la possibilità di ritrovare se stesso.
Con il personaggio di questo numero, Stefano Bartezzaghi, abbiamo voluto approfondire
il discorso sulla letteratura potenziale e l’importanza dell’enigmistica in letteratura.
A completare l’argomento, abbiamo riportato l’articolo di Ana Ciurans sull’incontro
«L’orecchio interno. Tradurre Georges Perec» che si è tenuto il mese scorso presso
la Biblioteca Universitaria di Pisa per presentare Un uomo che dorme, nella recente edizione italiana di Quodlibet.
Segue il romanzo di Percival Everett Ferito (Nutrimenti, trad. di Marco Rossari), un libro di cui si è parlato molto negli
ultimi mesi. Il protagonista è un uomo che sembra trovare la risposta giusta ad
ogni domanda, i dialoghi suonano perfetti e anche i luoghi sembrano fare la loro
parte da protagonisti nell’America delle grandi pianure, delle montagne rocciose,
del Wyoming.
Sempre in Romanzo, Giostre, puzzle e altre storie (Beit), della scrittrice gallese Rachel Trezise, (trad. di Gioia Guerzoni).
Una raccolta di undici racconti a narrare le graffianti e difficili storie di
adolescenti nella grigia provincia gallese del periodo postindustriale.
Ancora Helen Humpreys (trad. di Carlotta Scarlata) con Il giardino perduto (Playground). Ancora la natura come elemento principale del romanzo descritta
con abilità poetica. La narrazione si lascia alle spalle le vicende della guerra
per proseguire nelle distese di in una tenuta nel Devonshire. La Humpreys immerge
la protagonista londinese in ammirazione della natura.
Ultimo in rassegna, un romanzo brasiliano, Francobollo d’addio, di Heloneida Studart (Marcos y Marcos, trad. di Amina Di Munno). Una storia
in cui si narra la condizione della donna in un Brasile di due generazioni fa.
Nella finzione letteraria, Heloneida Studart prende spunto da un vissuto personale
per raccontare il difficile ruolo sociale delle donne tra onore e orgoglio.
La libreria da scoprire è Libritalia, la nuova libreria italiana nel centro di Lisbona.
Da questo numero in poi c’è una rubrica in più “Novità in pillole”, contenente
le prime pagine di un romanzo novità. Questa volta il romanzo in pillole è La ragazza della Mura di Feri Lainscek, Beit casa editrice (trad. di Martin Vidali).
Buona lettura!
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