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ROMANZO

La donna dal taccuino rosso
di: Antoine Laurain / editore: Einaudi, 2016
traduttore: Margherita Botto - Traduzione dal francese

 
Indice dell'articolo
pag. 1 La donna dal taccuino rosso - Nota del Traduttore
pag. 2 Margherita Botto, la traduttrice
pag. 3 Articolo di Ugo Vicic

 
Articolo di Ugo Vicic

Scrivere un libro partendo dall’universo contenuto nella borsetta di una donna può essere un’operazione rischiosa.
Anche perché il concetto stesso di borsetta/universo rientra nella fastidiosa serie di luoghi comuni presenti nell’immaginario collettivo.
Antoine Laurain però riesce a gestire assai bene l’azzardo e vince la sfida architettando una storia che scorre fluida, leggera e a suo modo originale; e, ciò che più conta, riesce ad agganciare il lettore.
Infatti, ci si ritrova a seguire con interesse e curiosità le peripezie, del tutto tranquille e rassicuranti, dell’onesto Laurent (che ha trovato ed esplorato la famosa borsetta) come assistendo a un buon film francese proiettato in un cinema d’essai.
Pagina, o meglio sequenza dopo sequenza, siamo sempre più coinvolti e ci sentiamo affascinati dalla lievità e simpatia di questo racconto dichiaratamente romantico, dove il quotidiano rivela inaspettati punti di vista che lo rendono quasi inedito.
E tiene banco la solita borsetta, che ormai abbiamo accettato e alla quale, dopo l’iniziale sorriso di condiscendenza, accordiamo peso, statura e dignità di personaggio.
Forse non tutti i personaggi del libro convincono, come l’amico Pascal, sempre a caccia di avventure sessuali su internet, e la figlia di Laurent, adolescente un po’ troppo tipica, che vorrebbe far passare il proprio genitore per un amante.
Colpe veniali, come i discorsi diretti privi della necessaria punteggiatura e spaziatura (a volte non si capisce proprio chi parli e chi risponda) e l’eccessiva presenza di marche famose, a scopo sfacciatamente pubblicitario.
Tra i meriti dell’autore, oltre alla già citata fluidità di scrittura, va senz’altro rimarcata la capacità di farsi leggere utilizzando gli elementi più semplici e comuni: la casa di Laure, i suoi oggetti più amati, il suo gatto, i libri del negozio di Laurent che, guarda caso, fa proprio il libraio e nel fervore della caccia alla proprietaria della borsetta trova anche il coraggio di appostarsi per strada e di fermare un celebrato scrittore, la cui dedica appare in un libro di Laure.
Quindi nella vicenda fa capolino anche qualche sfumatura gialla.
Una lettura rilassante, all’insegna della leggerezza.

Ugo Vicic

Ugo Vicic, è nato nella città della bora, della nostalgia cronica, delle contraddizioni, dove gli opposti finiscono col generare uno strano equilibrio. Ama l’ironia, il senso del grottesco, lo spirito visionario, il piacere del mistero, i colpi di scena. Scrive per lettori di ogni età. La sua ambizione è di accontentarli tutti. È stato insegnante elementare, animatore teatrale e attore, principalmente radiofonico. Per la radio ha scritto racconti e sceneggiature; per il teatro drammi, commedie e molti monologhi. I suoi libri più recenti: Mitiche invenzioni grandi trovate, La vendetta delle bestiazze, Assassinio a Creta, Il caso Brankaneve, Crepi la paura! È presente nell’antologia Io, io…e gli altri? sui diritti dei bambini. Collabora con i giornalini Popotus e Giulio Coniglio.









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