| TRADUTTORAMA |

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Il diritto d'autore del traduttore
di: Fabrizio Megale
/ editore: Editoriale Scientifica, 2004
Indice dell'articolo
pag. 1 Presentazione del libro
pag. 2 Fabrizio Megale
Presentazione del libro
Mentre l'interesse per la traduzione cresce di anno in anno, quello per il traduttore
- s'intende il traduttore "in carne ed ossa" - langue da molto tempo. Convegni,
premi, corsi, saggi, fiere, progetti ecc. si moltiplicano, ma il traduttore "in
carne ed ossa" resta fondamentalmente solo.
Cosa voglio dire, parlando di traduttore, e non di traduzione? Voglio dire che
occorre parlare - oltre che degli aspetti culturali o universitari, i quali restano
ovviamente di importanza centrale per qualsivoglia professione, anche di norme,
contratti, diritti, usi, compensi, fiscalità, status, nome, pubblicità ecc. Tutti
questi sono fondamentali aspetti professionali. In Spagna sono stati oggetto di
un lungo e dettagliato Libro bianco, in Francia di un Codice degli usi firmato
da editori e traduttori, solo per segnalare qui brevemente l'attenzione che viene
dedicata a questi aspetti in Europa.
L'idea di questo libro nasce oltre venti anni fa, nel 1984, quando curai un numero
speciale della rivista "Il traduttore nuovo" sull'argomento. Si trattava di esporre
per la prima volta in modo complessivo il diritto d'autore del traduttore. Il
compito si rivelò allora difficilissimo. Questo particolare ramo del diritto non
si trova bello e pronto né in qualche codice o legge, né in qualche precedente
manuale giuridico. Esso presenta invece tre caratteristiche che ne rendono quasi
proibitiva l'esposizione. In primo luogo, deve essere ricavato punto per punto
dalla normativa generale sul diritto degli autori, fra i quali sono anche i traduttori,
insieme agli scrittori, ai registi, ai pittori, ai musicisti ecc. Tutti questi
soggetti sono considerati "autori" e la normativa generale parla quindi unicamente
di "autori". Per cui bisognava accertare norma per norma se e come si applicava
al traduttore. La seconda caratteristica è che, in presenza di una normativa generale
per gli autori e non specifica per i traduttori, il diritto d'autore di questi
ultimi è costituito in larga misura da usi e prassi editoriali, che si trattava
di individuare, censire e ordinare (per esempio i rapporti fra traduttore e revisore
sono tipicamente regolati dalle prassi). In terzo luogo, dalla seconda guerra
mondiale ad oggi, sul diritto d'autore del traduttore risultavano e risultano
ancora a malapena una mezza dozzina di articoli su riviste giuridiche e forse
una ventina di sentenze di giudici, per cui dottrina e giurisprudenza sono pressocché
inesistenti in questa materia.
Il libro è dedicato al diritto d'autore di tre figure professionali, il traduttore,
il dialoghista-adattatore e il localizzatore, poco conosciute e studiate nel nostro
paese, sebbene siano all'origine dello sviluppo di attività economiche di tutto
rispetto e svolgano dei ruoli chiave in tre settori industriali "strategici" :
l'editoria cartacea ed elettronica, la produzione cinematografica e televisiva,
il software ed il web.
I traduttori disciplinati dal diritto d'autore sono i traduttori in lingua italiana
di opere straniere di letteratura e saggistica, pubblicate dagli editori in forma
cartacea o elettronica.
I dialoghisti-adattatori dei film stranieri sono coloro che traspongono in lingua
italiana, elaborano e adattano in sincronismo ritmico e labiale con l'originale
i dialoghi delle opere cinematografiche e televisive destinate al doppiaggio.
I localizzatori, infine, sono coloro che traducono e adattano un prodotto (il
più delle volte un intero pacchetto applicativo software o il contenuto di un
sito web) alle caratteristiche non solo linguistiche e culturali, ma anche di
altro tipo (es. legali, di consumo, religiose ecc.) del mercato di destinazione.
Queste figure professionali, qui definite in forma sommaria e sintetica, sono
accomunate da due caratteristiche.
Da un lato, l'attività da essi svolta implica sempre, sebbene in misura variabile
da figura a figura, una traduzione creativa da lingua straniera. Tale attività
traduttiva è ovviamente esclusiva per i traduttori, solo prevalente per i dialoghisti-adattatori
ed i localizzatori. Queste ultime due figure compiono infatti non soltanto una
traduzione ma anche, in misura rilevante, un adattamento.
Poiché tutte e tre le figure sono comunque basate sulla traduzione creativa,
la seconda caratteristica comune è che esse sono regolate, seppur in misura variabile,
dal diritto d'autore. Recita infatti l'art. 4 della nostra legge in materia: "Senza
pregiudizio dei diritti esistenti sull'opera originaria, sono protette le elaborazioni
di carattere creativo dell'opera stessa, quali le traduzioni in altra lingua (…)".
Questo articolo deve poi essere letto insieme al successivo art. 7: "E' considerato
autore delle elaborazioni l'elaboratore, nei limiti del suo lavoro".
L'importanza economica ed il ruolo professionale dei traduttori, dei dialoghisti-adattatori
e dei localizzatori è, come si già è detto, rilevante.
Nel 2002, ultimo anno statisticamente disponibile, il 26% di tutti i libri pubblicati
in Italia era costituito da traduzioni.
Passando alla traduzione e all'adattamento di film, questa attività professionale
comprende ogni anno nel nostro paese circa 500 ore di film cinematografici immessi
nel circuito distributivo e circa 1800 ore di prodotti televisivi diffusi sulle
grandi reti nazionali.
Infine, si prevede che nel 2007 il 16% del mercato mondiale della traduzione
sarà rappresentato dalla localizzazione di prodotti software e il 13% dalla traduzione
in altra lingua di siti web.
Sebbene si continui a parlare comunemente di "traduttore letterario", per distinguerlo,
secondo una dicotomia tradizionale, dal "traduttore tecnico", negli ambienti professionali
oggi si preferisce usare una denominazione più attuale ed esatta, quella di "traduttori
per l'editoria" (che traducono quindi sia letteratura che saggistica).
Sotto il profilo giuridico essi non sono, come la generalità degli altri traduttori,
liberi professionisti in senso stretto, ricadenti nella comune disciplina del
lavoro autonomo prevista dal codice civile, ma autori a tutti gli effetti (come
gli scrittori, gli artisti, i registi ecc.) regolati da una normativa speciale,
il cosiddetto "diritto d'autore". Nel nostro paese questo è contenuto, per l'essenziale,
nella Legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modifiche.
In estrema sintesi, il diritto d'autore tutela "le opere dell'ingegno di carattere
creativo". Ai loro autori la legge riconosce una serie di diritti, sia economici
che morali.
Nella legge la traduzione forma oggetto, quale elaborazione a sua volta creativa
di un'opera dell'ingegno originaria, di una tutela speciale ed autonoma facendo
sorgere diritti morali ed economici, in capo al traduttore, distinti da quelli
spettanti all'autore dell'opera originaria (artt. 4 e 7 già citata).
L'opera creata dal traduttore viene considerata "opera di elaborazione", per
distinguerla dall'opera dell'ingegno originaria. Occorre precisare che per opera
dell'ingegno, in diritto di autore, si intende il frutto di una creazione intellettuale
personale. La traduzione, pur essendo un'elaborazione, costituisce a sua volta
un'opera dell'ingegno, di contenuto creativo, e come tale viene tutelata dalla
legge.
Il volume - il primo del genere in Italia - passa in rassegna: il contratto di
traduzione e quello di curatela; il diritto al nome e gli altri diritti morali;
l'accettazione e la revisione della traduzione; gli obblighi reciproci del traduttore
e dell'editore; le prassi precontrattuali e postcontrattuali; il compenso e la
fiscalità; i sottotitoli dei film; l'influenza del digitale e di Internet sul
diritto d'autore del traduttore; la proprietà intellettuale delle memorie di traduzione;
i contratti stipulati on-line, internazionali e nazionali; i nuovi "diritti elettronici"
sulla traduzione letteraria o editoriale; le difese giudiziarie civili; i servizi
SIAE per traduttori.
Esso è disponibile oppure ordinabile presso le librerie giuridiche.
Fabrizio Megale
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