Contatti: ndt@lanotadeltraduttore.it


ROMANZO

Il compagno di scalata
di: Henry Bauchau / editore: Edizioni e/o, 2009
traduttore: Chiara Elefante - Traduzione dal francese

 
Indice dell'articolo
pag. 1 Nota del Traduttore - Chiara Elefante
pag. 2 Nota del Redattore - Marta Russo

 
Nota del Redattore - Marta Russo

Opera più recente dello scrittore belga Henry Bauchau, “Il compagno di scalata” è un romanzo costruito per dualità. L’impianto narrativo è costituito da due piani temporali (il passato, collocato all’epoca della seconda guerra mondiale, e il presente, ambientato negli anni ’80) e da due personaggi principali che la voce narrante pone in dialettica attraverso i propri ricordi. Allo stesso modo, i temi del romanzo sono suggeriti tramite una serie di binomi con cui l’uomo si confronta da sempre: il corpo e lo spirito, il bene e il male, la vita e la morte. A condurre il lettore in questo universo narrativo è il narratore stesso, sul quale è incentrato il punto di vista del romanzo.
Bauchau, che è anche poeta e psicanalista di formazione lacaniana, apre il racconto al presente: il narratore si reca in visita alla giovane nuora, costretta in ospedale da un cancro in fase terminale. Gli incontri quotidiani con Paule servono da spunto per una profonda riflessione sulla morte e sul suo opposto, la vita, attraverso il ricordo di due uomini che il narratore ha conosciuto in gioventù, rivelatisi fondamentali per la sua formazione. Stéphane, l’amico che durante la guerra gli insegnò ad arrampicare, trasmettendogli questa passione e offrendogli un’inestimabile amicizia, e Shadow, ufficiale SS che fece catturare, torturare e uccidere Stéphane. I due personaggi sono posti in dicotomia: quanto Stéphane è leale, coraggioso, leggero e dinamico, tanto Shadow è glaciale, pieno d’odio, capace di sottomettere chiunque grazie alla sua freddezza, imponente e statico. Bauchau ritrae due personaggi agli antipodi, estremizzando le caratteristiche dell’uno e dell’altro: se da un lato l’Amico e il Nemico perdono in questo modo una certa veridicità come personaggi, dall’altro acquistano una valenza emblematica che li rende simboli dell’ancestrale opposizione Bene/Male. Ricordando queste due figure il narratore rivive il proprio passato e quelle che sono le sue problematiche e le sue istanze più intime rimaste irrisolte. Nonostante siano passati molti anni dalla morte di entrambi, torna continuamente con la memoria ai sentimenti che ancora lo legano ai due: l’amicizia sincera e la stima verso l’Amico, la paura e il risentimento nei confronti del Nemico.
La lingua con cui Bauchau racconta è, sotto un certo aspetto, una lingua doppia. Da un lato propone una riflessione sui grandi temi della vita, andando a scavare nella sfera delle emozioni umane con un tocco spirituale; dall’altro lato, invece, dissemina il testo di bruschi abbassamenti di tono con argomenti quasi grevi, incentrati nell’ambito di una corporeità tesa a ricondurre l’uomo alla sua natura materiale. Di nuovo lo scrittore presenta due dimensioni tra cui il narratore e il lettore, si muovono. Il testo è pervaso di una tensione tra opposti, e ricrea una sensazione di inadeguatezza costante, peraltro dichiarata nel libro: “Ogni volta che penso, o tento di seguire i miei stati d’incoscienza, ritrovo la mia inadeguatezza. Da lei parto, a lei ritorno dopo brevi peripli del pensiero. Qual è la risposta a questa inadeguatezza, forse Dio?” È un romanzo denso, carico di temi importanti veicolati da una lingua scorrevole, grazie a cui il lettore si appassiona. Il libro però lascia marcatamente trasparire quanto questa visione dell’umano, sempre scisso tra dualità e in fondo considerato appartenente a un’entità altra (Dio) condanni il narratore, il lettore, l’uomo, a rimanere schiacciato e a sentirsi inadeguato di fronte ai grandi avvenimenti della vita.

Marta Russo









Aiutati nella ricerca con i campi qui sotto, sarà molto più veloce.
TITOLO

AUTORE

EDITORE

TRADUTTORE