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PERSONAGGIO

Intervista ad Amélie Nothomb
di: Ana Ciurans

Mme Nothomb, in quali paesi riesce a seguire le traduzioni dei suoi romanzi?
Non in molti. Oltre al francese, parlo inglese e giapponese e seguo le traduzioni verso queste lingue. Purtroppo parlo male l’italiano, lo capisco, ma il mio italiano è molto approssimativo. Non posso seguire le traduzioni ma so che la traduzione italiana è eccellente, la Capuani è formidabile.

Come nascono i suoi romanzi?
È un grande mistero. È l’immacolata concezione! Sono diventata santa tante volte… a ogni romanzo… ma non so come! Nasce e basta.

Ha conosciuto qualche volte una persona simile al personaggio, terribile, di Zdena di Acido Solforico?
No. È un personaggio terribile e magnifico. È un personaggio magnifico per una semplice ragione, perché cambia. È difficile che qualcuno cambi veramente. La sua evoluzione è incredibile, dall’inizio alla fine del romanzo. È il personaggio più negativo tra i miei ma quello che salva il mondo. Non è una santa, per questo è ancora più difficile, lo salva è non è facile per lei.

Si è ispirata a qualche autore giapponese nei suoi romanzi?

A tutti gli autori giapponesi, ma anche ai grandi scrittori del mondo. Non m’ispiro a un autore, li ammiro. È diverso. Ammirare visceralmente porta all’avvicinamento, ovvio. Ma non si tratta di scrivere come loro, sarebbe una mancanza di rispetto e poi non ne sarei capace…

C’è un autore che preferisce?
No, sono politeista. Tutti i grandi autori giapponesi, francesi, inglesi, italiani, russi.

È vero che in quest’ultimo romanzo emerge una parte della sua personalità finora nascosta?

In ogni romanzo nasce un po’ una personalità nascosta. È come uno streaptease molto lento…