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Revolutionary Road, dal classico al film
di: Dori Agrosì

Come si fa a riscoprire un autore dopo 45 anni e farlo diventare un classico? Da minimum fax con Revolutionary Road di Richard Yates è stato possibile, complici gli ottimi pareri della critica nonché l’uscita quasi in contemporanea dell’omonimo film di Sam Mendes, nelle sale di tutto il mondo. E pensare che nel ’61, ai tempi in cui il libro uscì in America, Richard Yates era un autore quasi sconosciuto e Revolutionary Road venne etichettato dalla critica come un romanzo sulla provincia americana. Yates ne rimase molto male perché il suo era in realtà un atto d’accusa contro il diffuso desiderio di conformismo. In Italia il libro venne pubblicato appena dopo da Bompiani, nel ’64, come I non conformisti (nella traduzione di Adriana Dell’Orto), un titolo apparentemente improbabile ma sicuramente in linea con gli intenti di Yates. Da allora, certo, l’italiano e gli italiani sono cambiati e fortunatamente anche il modo di affrontare una traduzione. L’argomento è stato approfondito con tre articoli: la nota sulla revisione di Andreina Lombardi Bom, traduttrice di tutte le opere di Yates per minimum fax; l’articolo di Ana Ciurans, nella nota della redazione; l’intervista a Martina Testa, direttrice editoriale di minimum fax.
Altrettanto interessante è Il lamento del prepuzio (Guanda, 2008), memoir di Shalom Auslander che ha suscitato da subito l’interesse di tutti. Uscito in Italia nel periodo della Giornata Mondiale della Memoria, non poteva certo passare inosservato. Leggendo la nota della traduttrice Elettra Caporello capirete qualcosa in più del libro e del motivo di tanto interesse.
Nella sezione «Giallo», Kismet/Destino, dello scrittore turco-tedesco Jakob Arjouni, dove il protagonista, Kemal Kayankaya, viene giustamente definito nella recensione di Ana Ciurans «l’erede di Philippe Marlowe e parente più alla lontana di Fabio Montale e Pepe Carvalho». Altrettanto bella la descrizione di Lisa Scarpa, la traduttrice: «la voce di Kayankaya, l’io narrante che permea l’intera opera, è secca e caustica, sa di eterna sigaretta, vodka e caffè lungo».
Segue una novità di dicembre 2008 delle Edizioni e/o, una raccolta di racconti della scrittrice berlinese Christa Wolf, Con uno sguardo diverso, tradotti da Anita Raja, Monica Pesetti e Paola
Sorge, una raccolta che tira le somme di frammenti di un passato recente che hanno fatto riflettere la scrittrice e che ora  interpreta e propone ai suoi lettori «con uno sguardo diverso».
Infine, un romanzo pubblicato da Playground, Cani selvaggi, di Helen Humphreys, scrittrice e poetessa canadese, tradotto da e Caterina Cartolano e Daniela Fortezza. Un romanzo in cui i personaggi si riconciliano con la natura scegliendo un modo di vivere fuori dal comune.
The Italian Bookshop è la libreria di questo mese, nel pieno centro di Londra.

Buona lettura!

Dori Agrosì