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LIBRERIA

"La Libreria". Nuova libreria italiana a Parigi.




La Libreria, nel IX arrondissement di Parigi è una nuova libreria di impronta franco-italiana. Nasce dall’idea di Florence Raut, bretone, e Marina Moroli Zingraff, romana. Le due amiche e socie hanno entrambe un legame solido con l’Italia, anche se in modi diversi e la loro impresa ne riflette i rispettivi punti di vista. Prima di avviare quest’impresa, entrambe svolgevano altre occupazioni, Florence aveva lavorato a parigi nella libreria “Leggere per”, poi chiusa nel 2004, e Marina per diverse case editrici in Italia. La Libreria esiste dal 2006 sottoforma di libreria generica sia francese sia italiana con l’originalità di porre in evidenza gli autori italiani rispetto agli autori francesi e di altri paesi.
Prima di loro, a Parigi, è ben noto, esiste da tempo un'altra libreria italiana La Tour de Babel, in centro, ma le librerie non sono mai abbastanza poiché ognuna ha una caratteristica propria che la distingue per l’offerta specifica, per gli eventi e per la comodità di avere più punti di riferimento. La Libreria è in rue Faubourg Poissonnière in un quartiere in cui la libreria mancava.

Quando avete aperto la libreria?
La Libreria ha aperto le porte nel giugno 2006. Dopo un anno intenso di preparazione siamo riuscite a inaugurarla in una splendida giornata di sole con un graditissimo regalo: la partecipazione a sorpresa di un grande autore italiano, Vincenzo Cerami, molto stimato in Francia.

Una libreria italo-francese, a cosa dovete quest’idea?
La scelta di dare un duplice volto alla libreria, con una scelta di libri sia francesi sia italiani, rispecchia innanzitutto e naturalmente, la nostra identità. Marina è romana e vive in Francia da 10 anni. Seguendo un percorso inverso Florence, francese, dopo aver passato 15 anni a Roma, totalmente immersa nella realtà italiana, è tornata a vivere a Parigi. Un altro aspetto importante che ha orientato la nostra scelta è stato il desiderio di far vivere la nostra libreria in sintonia con il panorama editoriale francese, di creare un dialogo e uno spazio interculturale piuttosto che un mondo esclusivo e di esclusione. Da un punto di vista più strettamente commerciale, avevamo la consapevolezza che una libreria di nicchia avrebbe potuto essere un punto di forza ma in termini realistici avremmo limitato la scelta editoriale alla letteratura italiana escludendo i lettori del quartiere che avrebbero invece preferito una libreria francese generica. Il loro entusiasmo infatti ha accompagnato fin dai primi passi il nascere della nostra libreria «atipica» premiando la nostra scelta. L’ interesse e la curiosità crescono ancora, ogni giorno. Svolgere un ruolo di promozione della letteratura italiana tradotta in francese, è per noi molto gratificante, come ad esempio scoprire e indagare lo sguardo dei francesi, lettori o editori, sulla letteratura italiana. Naturalmente data la vastità e il ritmo di produzione letteraria, portare avanti due librerie non distinte ma collegate, rappresenta quotidianamente una sfida.

Come ha reagito il quartiere al vostro arrivo?
Il Faubourg Poissonnière dove ci troviamo è al centro di un quartiere particolarmente attivo. Possiede ancora quelle caratteristiche popolari che lo rendono così parigino, simpatico e accogliente (una combinazione ancora possibile in un mondo che a tutte le latitudini vede sorgere spazi commerciali di taglia ciclopica!) ma è anche un rifugio per molti intellettuali e liberi professionisti. Sono i cosiddetti «bobos», lettori forti, che proprio in questa zona hanno trovato fino a poco tempo fa prezzi immobiliari ancora ragionevoli. La nostra posizione non è legata a una particolare presenza italiana nel quartiere dato che a Parigi gli italiani sono ovunque. Abbiamo una sola vetrina non molto grande, da cui si possono intravedere i colori caldi dell’interno che attirano lo sguardo e dichiarano senza ombra di dubbio la nostra particolarità: sono colori decisamente italiani, il rosso tipico degli intonaci esterni di tante città italiane e il grigio verde pensato per evocare gli uliveti delle colline umbro-toscane.

Come vi suddividete l’organizzazione del lavoro in libreria?
Per quanto riguarda l'organizzazione del lavoro siamo complementari e sostituibili, sia nel settore francese che italiano. La Libreria ha uno spazio di dimensioni tali da consentire la gestione a due persone.

Quali sono i punti di forza della libreria, c’è un settore che mettete in evidenza?
Il punto forte della libreria è probabilmente quello dell’accoglienza fatta di semplicità e di contatto umano caloroso. Mettiamo le nostre competenze al servizio del lettore con il sorriso. E l’efficienza è il nostro obiettivo. Facciamo oltre il possibile per trovare un libro raro, per consigliare il cliente più esitante o più esigente. Non privilegiamo nessun settore in particolare ma abbiamo aperto diversi canali per le forniture più svariate, non solo di libri ma anche musica e film italiani.

Quali ospiti avete presentato ai vostri eventi?
L’incontro con gli autori in occasione della presentazione di libri costituisce uno dei momenti privilegiati per i lettori che frequentano La Libreria. Abbiamo avuto numerosi ospiti tra cui Roberto Alajmo, Corrado Augias, Vincenzo Cerami, Claudio Magris, Lorenzo Mattotti, Massimo Nava, Antonio Pennacchi, Alberto Toscano, Vitaliano Trevisan, Filippo Tuena. Stiamo preparando i prossimi incontri con Benedetta Craveri, Rosetta Loy, Fabio Volo, Federico Rampini. E l’attività non si limita ai libri, organizziamo regolarmente anche mostre di fotografia e pittura.

Com’è composta la vostra clientela?
La clientela è molto diversificata. Va dagli italiani ai francesi, dai bambini agli adulti, dai giovani studenti delle scuole francesi a tutte le fasce d’età che studiano l’italiano e agli appassionati di settori specifici, come la storia o l’arte. Abbiamo molti giornalisti, critici letterari e professionisti di vari settori legati agli scambi con l'Italia per le loro attività. Nel quartiere hanno sede numerose società di produzione cinematografica e varie case editrici, che rappresentano per noi un pubblico particolarmente attento e aggiornato sulle novità letterarie. Ma il segreto della nostra attività, che accomuna tutte le librerie resta quello del «coup de foudre» nel contatto diretto che i lettori hanno con i libri. Ogni lettore sa che muovendosi tra gli scaffali della libreria cerca quel libro che proprio in quel momento parla e gli offre nutrimento per l’anima. Il supporto della carta crea in questo tipo di contatto qualcosa di magico che il digitale non è ancora riuscito a sostituire.

Dori Agrosì