
MIGRAZIONI
Mondo "ex" e tempo del dopo. Identità, ideologie, nazioni nell'una e nell'altra Europa
di: Predrag Matvejevic
/ editore: Garzanti, 2006
traduttore: Egi Volterrani - Traduzione dal francese
 Tra i numerosi autori che ho avuto occasione di tradurre, ormai più di cento,
Predrag Matvejevic ha un posto speciale.
Ci sono autori con i quali non ho mai scambiato una parola (soprattutto i classici),
altri che ho conosciuto in occasione della presentazione dei loro libri tradotti,
quelli che sono diventati amici (per citarne qualcuno: Maalouf, Vassilikòs, Sony
Labou Tansi, Fabre, Meddeb, Akalay, Ben Jelloun...), e poi c'è Predrag, "amicone",
anche di bisbocce.
Normalmente sono stati gli editori a propormi i libri da tradurre, altre volte
ho proposto io la pubblicazione di un libro e, in un certo senso in modo automatico,
ne sono diventato il traduttore.
Predrag mi ha scelto, messo alla prova e confermato.
Indagando sulla scrittura di Predrag, sul suo modo di costruire i libri, si capisce
anche questo percorso di affidamento. La scrittura di Predrag Matvejevic, come
capita in genere agli scrittori che scrivono in una lingua diversa dalla materna,
è pensata e ripensata in due lingue ed è preoccupata di precisione di termini
e di sintassi. La lingua francese, poi, esige proprio questi riguardi.
Al lettore, e al traduttore, che è un lettore necessariamente attento, il linguaggio
di Predrag si mostra emozionalmente partecipato e capace di indurre commozione
anche quando riporta dibattiti politici o riferisce episodi ormai storici. Libri
di rivendicazione, di polemica, di carteggi rivisitati, ma soprattutto di memoria
(e nella memoria incontrano la poesia), i suoi testi si formano per accumulazione.
A mano a mano che affiora un tema o un episodio, o una riflessione, ne viene fatto
uno sviluppo compiuto che poi viene aggiunto agli altri "sviluppi" già depositati,
ma non in maniera lineare, bensì come gli inserti di un incartamento. I fascicoli
dell'incartamento sono, soprattutto all'inizio, intercambiabili e vengono via
via spostati fino a trovare il collocamento più opportuno; facendo in modo che
l'insieme acquisti unità consequenziale.
Pur restando esigui e fragili i richiami espliciti tra un inserto e l'altro (ciò
richiede al traduttore l'attenzione di non trascurarli né tanto meno di eliderli,
anche se talvolta risultano un po' oscuri), i collegamenti tra le parti si impongono
invece nella memoria del lettore.
Non ho mai avuto un contratto con l'editore per tradurre i libri di Matvejevic.
L'ho conosciuto alla Fondazione per il Mediterraneo: ne presiede autorevolmente
il Comitato Scientifico di cui anch'io faccio parte. Mi ha abbordato con un fascicolo
di trenta cartelle: "Potresti per favore tradurmele con un po' di urgenza...?
Ti saranno pagate."
Ho poi scoperto che era la prima tessera del puzzle: infatti l'episodio si è
sempre ripetuto.
Siccome ha una buona conoscenza dell'italiano, quando gli ho consegnato la traduzione
ha sollevato dubbi e proposto formulazioni alternative. Ho dovuto spiegare le
mie scelte, delle quali ero sicuro.
Da quando l'ho convinto, si è sempre affidato completamente e talvolta con divertimento
alle mie versioni: affinità ideologiche e di formazione mi fanno spesso intuire
profondamente e con precisione il senso che intende consegnare alle parole.
Egi Volterrani
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