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GIALLO

Roseanna
di: Maj Sjöwall e Per Wahlöö / editore: Sellerio, 2005
traduttore: Renato Zatti - Traduzione dallo svedese


Qualche anno fa, un critico svedese si domandava quali fossero le peculiaritÓ del romanzo poliziesco svedese rispetto a quello di altri paesi. La risposta che si diede fu duplice: l'ambientazione e l'ulcera. Se la prima risposta Ŕ intuibile (anche il lettore italiano ha potuto apprezzare alcuni gialli di Kerstin Ekman ambientati nell'estremo nord della Svezia), la seconda potrebbe invece far sorridere. Chi per˛ si accinge a leggere Roseanna, scoprirÓ che il riferimento all'ulcera Ŕ pi¨ che pertinente. Ad essere affetto da tale disturbo Ŕ Martin Beck, il protagonista dei dieci romanzi che Maj Sj÷wall e Per Wahl÷÷, coniugi nella vita, scrissero tra il 1965 e il 1975. In questi dieci anni Martin Beck passerÓ da sovrintendente a capo della squadra omicidi di Stoccolma, ci˛ che invece rimarrÓ una costante sarÓ proprio il suo mal di stomaco. Roseanna Ŕ il primo volume di questa serie che rinnoverÓ profondamente il romanzo poliziesco scandinavo e che avrÓ un'influenza decisiva su numerosi autori successivi, non ultimo il celebre Henning Mankell.
Roseanna, seppur innovatore in Scandinavia, Ŕ un classico giallo "procedurale", sottogenere che si focalizza sui metodi di indagine della polizia, che Sj÷wall e Wahl÷÷ mutuano da Hillary Waugh ed Ed McBain. Martin Beck, dunque, non Ŕ un eroe solitario, ma Ŕ affiancato da validi collaboratori come Lennart Kollberg e Gunvald Larsson, che gli fanno da spalla per i dieci anni della sua carriera.
In Roseanna il delitto avviene prima che la narrazione abbia inizio: in un lago viene ritrovato il corpo di una ragazza morta per strangolamento. Ci vorrÓ parecchio tempo per risalire all'identitÓ della vittima, Roseanna McGraw, una turista americana; poi comincerÓ una minuziosa ricerca che scaverÓ nel passato della giovane, finchÚ la polizia non riuscirÓ a trovare qualche indizio che la colleghi al presunto assassino. L'elemento chiave sarÓ il ritrovamento di un filmato amatoriale girato da un turista, che permetterÓ agli investigatori di dare un volto al sospettato. A quel punto, Martin Beck sarÓ costretto a tendere una trappola all'uomo, trappola che si rivelerÓ efficace, ma che rischierÓ di essere fatale agli stessi agenti.
Roseanna Ŕ un romanzo caratterizzato da una mancanza di azione e di colpi di scena (se si eccettua il finale) che rischia di stancare il lettore, abituato ai ritmi del giallo contemporaneo, della televisione e del cinema americano. Il primo compito del traduttore Ŕ stato dunque quello di cercare di mantenere un buon ritmo e una scorrevolezza che rendesse piacevole la lettura. Lo svedese degli autori facilita questo compito, essendo una lingua piuttosto scarna e diretta, nel pi¨ puro stile cronachistico (entrambi gli scrittori vengono dal mondo del giornalismo). Era inoltre necessario utilizzare un linguaggio attuale, per far sý che anche i vecchi appassionati di gialli che avevano letto alcune opere di Sj÷wall e Wahl÷÷ edite da Garzanti negli anni '70 (in traduzioni dall'inglese, spesso pesantemente censurate), riscoprissero questi autori e la loro modernitÓ. Era importante fare in modo che Roseanna facesse presa sul pubblico poichÚ sapevo che l'Editore aveva acquistato altri titoli di questi autori, dunque c'era il rischio che venissero "bruciati" anche altri libri, che, da appassionato lettore della coppia, sapevo essere pi¨ efficaci del romanzo d'esordio. Sj÷wall e Wahl÷÷ sono infatti molto noti in Scandinavia per l'aspra critica al welfare state svedese, critica che s'inasprisce sempre pi¨ con il passare degli anni e dei romanzi (in particolare a partire dal quarto volume della serie, Il poliziotto che ride). Il mal di stomaco di Martin Beck, che nei primi romanzi sembra dovuto principalmente a problemi di natura famigliare (i dissapori con la moglie), diventa col tempo specchio di un malessere pi¨ profondo e generalizzato; un malessere causato dal vivere e dall'operare in una societÓ troppo attenta alla ricerca dell'opulenza a tutti i costi, ma che, secondo gli autori, si allontana sempre pi¨ dai reali bisogni del cittadino.

Renato Zatti