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TRADUTTORAMA

Utopia e realtà nella traduzione pubblicitaria
di: Alessandra Caberlotto

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In un mondo ideale il traduttore pubblicitario ha a disposizione una serie di informazioni e risorse e agisce secondo determinati schemi operativi che purtroppo quasi mai trovano riscontro nella realtà. Questo mio intervento non mira a raccontare il mondo ideale ma la mia esperienza. So che presto il fianco a critiche, ma nel mio lavoro ho sempre cercato di agire con coscienza e i risultati sono stati apprezzati.
Ho avuto modo di prestare i miei servizi sia ad agenzie pubblicitarie sia ad aziende, senza variazioni sostanziali al mio modus operandi perché nel corso del processo realizzativo del testo italiano non mi è mai stata data la possibilità di confrontarmi con il team responsabile della pubblicità.
Nel migliore dei casi ho avuto un incontro all'interno dell'azienda in cui mi sono stati illustrati necessità e obiettivi, ma questa fase non dovrebbe esaurire il processo di collaborazione fattiva tra cliente e traduttore come purtroppo invece è stato per me. Dopo la visita al cliente, il pubblicitario redige di norma una strategia pubblicitaria; nella mia esperienza, tuttavia, questa fase esiste solo come proposta di una o più traduzioni. Alla Lexicon in genere svolgo la funzione di traduttore a capo del progetto e in questa veste tengo i rapporti con il cliente. Per questo ho dovuto sviluppare una certa capacità di ascolto, a cui ho affiancato la conoscenza della lingua di partenza e la capacità di relazionarmi con i miei colleghi in-house. E non da ultimo ho dovuto imparare a essere creativa all'interno di precisi binari. Dopo la prima fase di elaborazione, sottopongo la mia versione al team chiedendogli di operare una critica del testo e di suggerire modifiche. Questo si ripete più volte fino alla redazione del testo finale da inviare al cliente. Il numero delle modifiche e delle fasi necessarie dipende sia dall'intuizione creativa del traduttore ma anche e soprattutto dal budget del cliente. Purtroppo non sempre il cliente - agenzia pubblicitaria o importante azienda che sia - è in grado di valutare il nostro lavoro. Per scrivere questo articolo, mi sono confrontata con un'addetta di un'agenzia pubblicitaria la quale mi confessava che loro le traduzioni verso l'italiano le davano da fare alla stagista e quelle verso l'inglese a una persona madrelingua esterna che però spesso offriva interpretazioni per lei discutibili ma che venivano di norma accettate ugualmente. Capacità di comprensione, sensibilità linguistica e sensibilità culturale sono alcuni degli elementi fondamentali per un buon risultato, ma come molti altri - e come troppo di frequente avviene nella nostra professione - spesso vengono bistrattati. Ormai non mi meraviglio più se girando per strada trovo le locandine di un'azienda che, anziché invitare i propri clienti ad avvalersi di un certo servizio per evitare la fila, li incita a svignarsela, o se mi imbatto nella pubblicità di una bibita da inghiottire, o se ancora sfogliando un giornale mi balzano agli occhi reclame giacche e pantaloni con caratteristiche che definire superlative è poco. Però nel mio lavoro cerco di offrire qualcosa di diverso.
 
Alessandra Caberlotto


pag. 2 Alessandra Caberlotto

Senior Translator e Quality Manager, specializzata in testi legali, economici, finanziari e creativi, svolge l'attività a tempo pieno da 18 anni. Laureata in inglese e tedesco dopo aver conseguito la maturità classica, Alessandra unisce la sensibilità linguistica a un'expertise settoriale maturata attraverso una   significativa esperienza presso uno studio legale.
La capacità di relazionarsi con i bisogni della clientela l'ha portata ad occuparsi anche della selezione dei collaboratori Lexicon.