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TRADUTTORAMA

Estonia Lettonia Lituania
di: Jonathan Bousfield / editore: Vallardi Viaggi, 2005
traduttore: Tiziano Daniotti - Traduzione dall'inglese


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Se è vero che trans ducere può voler dire "condurre attraverso", mai come nel caso della traduzione di guide turistiche questa metafora trova appieno la sua realizzazione. Di fronte a un testo che lo guida per paesi e città sconosciuti, il traduttore deve a sua volta diventare accompagnatore di chi legge. Per fare ciò, è necessaria da parte sua una comprensione di usi, costumi, vicende e paesaggi che non può essere ricavata unicamente dalla conoscenza della lingua straniera. Non ho una formazione specifica da traduttore, ma nel corso della mia collaborazione alla collana "Rough Guides" pubblicata in Italia da Vallardi ho avuto modo di attingere a molteplici esperienze pratiche, professionali e personali che, per quanto possano apparire slegate tra loro, hanno trovato al momento opportuno la loro sintesi e la loro utilità.
Nel caso specifico della guida Estonia Lettonia Lituania, per la quale mi sono occupato della sezione Estonia, mi sono stati di particolare ausilio i periodi trascorsi, per motivi sia di studio sia di turismo, nei paesi che circondano il mar Baltico. Così, nell'attraversare le vie del centro medievale di Tallinn, mi è stato di aiuto il ricordo della città di Lubecca. Nel descrivere la natura selvaggia del Parco nazionale di Lahemaa, la memoria è andata ai paesaggi svedesi, danesi e finlandesi. Ancora, nel rendere conto dell'entusiasmo degli estoni per la ritrovata indipendenza e della complessità multietnica del nuovo paese, ha avuto un valore significativo lo scambio di opinioni con persone provenienti dall'Est europeo incontrate nei soggiorni di studio in Scandinavia.
Ma non sono stati solo i viaggi a sostenermi nella traduzione di questa guida: anche l'ormai decennale lavoro per la redazione storica di un'importante casa editrice del settore religioso ha avuto il suo peso. Nel raccontare la storia della piccola repubblica baltica, ho avuto modo di ritrovare le vicende dei cavalieri portaspada, la storia della Lega anseatica e le particolarità della setta ortodossa russa dei Vecchi credenti; raggiungere le sponde del lago Peipsi ha suscitato il ricordo della battaglia sul ghiaccio tra i cavalieri teutonici e le milizie di Novgorod capitanate da Aleksandr Nevskij; nella terminologia utilizzata per descrivere le peculiarità architettoniche delle città baltiche, mi è stato di particolare sostegno il lavoro di revisione svolto a suo tempo per opere e manuali dedicati all'arte. E non è stata di secondaria importanza la conoscenza della storia e della geografia religiosa dell'Europa, proprio in una regione in cui cattolicesimo, protestantesimo e ortodossia si sono a lungo incrociati, combattuti e sovrapposti.
A prima vista, la traduzione di guide turistiche può apparire semplice per via del registro linguistico dei testi. È vero, spesso il tono di una guida è pratico, colloquiale, per lo più esente dalle sfumature e dalle raffinatezze lessicali e stilistiche della letteratura; ma è comunque necessario per il traduttore un approccio divulgativo, utile a rendere anche gli aspetti gergali in un linguaggio comprensibile ai più. L'esempio che mi sovviene, incontrato nella recente traduzione di una guida su San Pietroburgo, è quello dell'espressione booze cruise: per chi non ha viaggiato sui traghetti che fanno la spola attraverso il Baltico, "crociere della sbronza" (è così che, d'acchito, tradurrei letteralmente) può risultare oscuro ed eccessivamente gergale; è stato necessario ricorrere a una perifrasi, il più breve possibile, che spiegasse come, in quei paesi scandinavi in cui vigono ancora un certo controllo e un'elevata tassazione sugli alcolici, è d'uso compiere brevi crociere sui traghetti che dispongono di bar e negozi duty-free alla ricerca di bevande e divertimento a buon mercato.
Per quanto riguarda gli strumenti utilizzati, il dizionario su cui faccio più spesso affidamento, e che soddisfa quasi sempre le mie esigenze, è quello di Fernando Picchi pubblicato da Hoepli. Traducendo si incontrano comunque termini gergali, tecnici e scientifici che non è sempre possibile reperire in un vocabolario. Oltre ai dizionari dello slang e monolingue, faccio spesso ricorso al confronto tra le grandi enciclopedie, come la Britannica e la Treccani: è grazie a quest'ultima, ad esempio, che ho scelto di lasciare invariata la voce glint (faglia, scarpata) nel tradurre la guida dell'Estonia, perché indica un luogo ben determinato e anche la Treccani del trentennio utilizza, a proposito della regione di Lahemaa, questo termine, che ha un uso preciso nel linguaggio dei geologi. Sempre la Treccani mi è venuta in soccorso, nella traduzione delle guide di Perù e Nicaragua, per l'espressione cloudforest, un tipo specifico di foresta tropicale, che ho reso, concordemente con l'Enciclopedia italiana, con "foresta tropicale di montagna". Pur apprezzando le enormi potenzialità del mezzo, ricorro a Internet solo come ultima risorsa: certo, in rete si trova tutto, ma sarebbe forse più esatto dire che si trova di tutto: l'attendibilità di parecchie delle risorse presenti nel web, a causa proprio della sua struttura aperta, lascia talvolta a desiderare, ed è spesso necessario un lavoro di selezione e confronto delle fonti per ottenere una traduzione soddisfacente.

Tiziano Daniotti


pag. 2 Tiziano Daniotti

Tiziano Daniotti è nato a Milano nel 1961. Laureato in Lingue e Letterature straniere allo IULM, ha seguito un corso di specializzazione in Filologia germanica presso l'Università di Stoccolma. Attualmente lavora come redattore presso le Edizioni San Paolo. È autore di tre manuali di informatica (HTML, Internet Explorer e HTML4) per Apogeo, di una monografia sul medioevo scandinavo (Jól: le radici nordiche del Natale) per Herrenhaus e di traduzioni di opere storiche, guide turistiche e letteratura per l'infanzia.