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TRADUTTORAMA

La formazione alla traduzione giuridica
di: Francesca Oddone

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Le attuali ricerche nell'ambito della traduzione specializzata si ispirano agli sviluppi teorici che, ampliando gli orizzonti classici della scienza della traduzione, stanno trasformando radicalmente il modo di concepire il ruolo, i metodi e gli obiettivi del tradurre. Dal canto suo, la pratica della traduzione sembra esporsi all'eventualità di sottrarsi al dominio dei traduttori per divenire competenza degli specialisti, dei giuristi o degli informatici. Per far fronte a questa evoluzione, il traduttore deve presentarsi come un professionista polivalente, possedere una spiccata capacità di adattamento ai cambiamenti, alle attrezzature tecniche, alla formazione avanzata e in itinere.
In particolare, nel campo della traduzione giuridica, sempre più complesse esigenze in campo legale ed economico richiedono la formazione di una figura professionale altamente specializzata, in grado di far fronte alle richieste del mercato, quale nuovo ambiente lavorativo privo delle tradizionali frontiere territoriali o culturali. La necessità di preparare i traduttori ad operare in questo spazio ha indotto alcuni gruppi di lavoro ad elaborare innovative procedure d'insegnamento, in grado di armonizzare la tecnica della traduzione con le diverse discipline del settore giuridico.
Un recente articolo apparso su Meta(1) porta a domandarsi se sia preferibile, in sede di perfezionamento avanzato, procedere alla formazione dei traduttori o piuttosto dei giuristi per garantire un livello ottimale di traduzione dei testi legali. Rimandiamo il lettore a tale riflessione, non avendo modo di approfondire il tema in questa sede, nella consapevolezza che la formazione di traduttori giuridici è in ogni caso possibile e che, anzi, disponiamo nel nostro secolo di armi e mezzi che ci consentono di portare avanti l'insegnamento della traduzione in maniera innovativa.
L'attività professionale svolta sui testi ci consente infatti di avere presenti i problemi traduttivi che più frequentemente si prospettano ai professionisti, orientando in tal modo la ricerca alla soluzione di questioni concrete, grazie ad approfondite indagini terminologiche e terminografiche che costituiscono al giorno d'oggi un corollario fondamentale alle ricerche linguistiche e metodologiche.
L'utilità dello strumento informatico, in particolare di internet, evidenzia inoltre che i punti di incontro tra informatica e traduzione sono divenuti sempre più frequenti e determinanti, consentendo al professionista di avere accesso a strumenti dedicati e di impiegare sistemi integrati, quali editor, banche dati, memorie interattive, volti ad ottimizzare l'utilizzo del tempo di lavoro e a subordinare la tecnica a determinate strategie traduttive.
Indipendentemente dai metodi di lavoro prescelti dai singoli, le esigenze dei traduttori sono essenzialmente identiche: acquisire terminologia pertinente (dizionari, glossari, banche dati terminologiche, ecc.) e documenti di riferimento (carta, archivi elettronici, testi allineati); procedere al riutilizzo di precedenti traduzioni (copia/incolla da altre applicazioni, archivi elettronici, memorie di traduzione, ecc.); beneficiare del pre-trattamento dei testi di cui si occupano altri traduttori, agenzie di traduzione o studi legali.
Il traduttore può essere assistito nel suo lavoro da una serie di strumenti tecnologici abbastanza sofisticati, che tendono a fornire soluzioni volte al risparmio di tempo ed energia o a evitare la ripetitività di alcune operazioni connesse alla prassi traduttiva. Tali applicazioni sono finalizzate a supportare sia la traduzione tradizionale, sia i procedimenti di localizzazione. Esse beneficiano dell'evoluzione tecnologica nel campo dei processori, sempre più veloci, e delle memorie, sempre  più capienti, ed hanno il vantaggio di essere gestibili da qualsiasi postazione privata.
Tutti questi strumenti costituiscono una sorta di architettura edificata sulla sinergia progressiva fra le tecnologie e le crescenti esigenze di traduzione. In questo quadro si inseriscono i laboratori di riflessione e di ricerca sulle potenzialità dell'insegnamento a distanza e delle nuove tecnologie di informazione e comunicazione; la formazione a distanza costituirebbe in effetti una risorsa fondamentale per coloro che esercitano già il mestiere della traduzione e che desiderano ottenere una formazione complementare breve oppure una specializzazione in un settore specifico, come quello giuridico.
Tale è l'obiettivo, fra gli altri, del progetto F@rum  (2) dell'Università di Genova, che promuove la terza edizione di un master in traduzione giuridica a distanza e la prima edizione di un master in traduzione economica, della banca e della finanza(3).
 La sfida può apparire insormontabile, se si pensa che la traduzione è di per sé una professione complessa e che la traduzione giuridica, in particolare, richiede competenze polivalenti, la cui acquisizione appare lunga e difficile. Nonostante ciò, prenderemo questo corso ad esempio, giacché i risultati di tali ambizioni si sono rivelati molto positivi.
Si tratta di una formazione post-laurea che si rivolge sia ai traduttori sia ai giuristi, con l'obiettivo di fornire ai partecipanti una buona padronanza delle problematiche giuridiche e linguistiche a qualsiasi livello. Il presupposto di tale formazione è il riconoscimento della complementarità dei saperi giuridici e delle abilità linguistico-traduttive, che si realizza nello sforzo di conciliazione dei momenti di ricerca, di documentazione e di prassi.
Come sappiamo, per poter effettuare un'operazione traduttiva corretta, il traduttore deve conoscere la terminologia dell'ordinamento giuridico del testo di partenza e deve essere, altresì, in grado di districarsi nella terminologia giuridica della lingua di arrivo. Si sono quindi realizzati moduli di apprendimento di lessicografia, di civiltà e di diritto, per fornire le conoscenze di base. Più precisamente, sono stati progettati blocchi didattici dalla struttura complessa, in cui i giuristi, lavorando in stretta collaborazione con gli esperti in traduzione, si sono adoperati per elaborare strategie traduttive che evidenziassero le peculiarità formali, sintattiche e contenutistiche delle formule giuridiche.
La tipologia dei documenti proposti è pertanto strettamente collegata agli argomenti trattati in via teorica, avendo cura che questi siano ricorrenti nella pratica forense.
Concretamente, i moduli traduttivi si sviluppano in tre fasi: la comprensione del testo, la traduzione individuale e di gruppo, e il consolidamento. La fase di comprensione avviene tramite l'analisi testuale, un approfondimento della portata giuridica del documento, una ricerca guidata di materiali giuridici e testi modello in LA utili alla comprensione dell'argomento e reperibili online. Segue la traduzione individuale e/o in gruppo del brano proposto. Il lavoro di gruppo consente al discente di affinare le proprie capacità collaborative, di sperimentare dinamiche e situazioni professionali comuni, acquisendo familiarità con l'uso delle tecnologie telematiche, di sviluppare un approccio critico al TP e al prodotto risultante dall'operazione traduttiva, nonché di fare esperienza delle comuni tecniche di revisione testuale. La terza ed ultima fase prevede la stesura di un glossario terminologico e una discussione virtuale nel corso della quale è possibile sottoporre dubbi e trovare soluzioni adeguate ai problemi che si sono affrontati in fase di manipolazione del testo.
Ove la disciplina giuridica lo consente, i moduli di apprendimento sono stati organizzati in modo coordinato e speculare al fine di far emergere affinità e divergenze tra i vari sistemi giuridici nazionali. Questo sforzo collaborativo, che unisce risorse e competenze professionali complementari, ha generato un prodotto formativo mirato.
Per trarre il massimo profitto dalle pratiche didattiche e dai protocolli di lavoro innovativi concepiti per il corso citato, è stata proposta una simulazione tendente ad immergere il discente in situazioni realistiche che stimolino l'interattività, la cooperazione ed un positivo atteggiamento verso il lavoro a distanza. Gli aspetti ludici della simulazione favoriscono infatti la fidelizzazione degli utenti, rendendoli assidui alla formazione e riducendo il rischio di dispersione.
L'interesse verso questo tipo di formazione si è tradotto in un forte impegno nella fase di studio, di sperimentazione e di attuazione del progetto. L'esperienza che se ne è tratta si è rivelata estremamente proficua, nel campo dell'osservazione e della gestione delle dinamiche di gruppo, dell'armonizzazione di competenze relative alle discipline e alla lingua di specialità e nell'acquisizione di strategie psico-pedagogiche che, a nostro avviso, diverranno sempre più rilevanti in uno scenario formativo futuro.
In particolare, nell'ambito della traduzione specializzata, la nozione classica di insegnamento della traduzione si sovrappone e si integra con il concetto di apprendimento della traduzione (o allenamento alla traduzione), promuovendo un tipo di  formazione ibrida, che tenga conto degli aspetti linguistici e teorici su cui si fonda l'insegnamento della traduzione nonché degli aspetti pragmatici legati alle strategie di apprendimento della professione.
Come già osservato in apertura, il mercato richiede la formazione di traduttori capaci, che abbiano dimestichezza con i codici informatici in genere e con i sistemi integrati specifici e che siano, infine, preparati ad agire nel mondo dell'interazione a distanza. Pertanto, anche nel settore giuridico, solo una formazione che proponga ai discenti l'utilizzo dei principali sistemi operativi, motori di ricerca, software dedicati, in un contesto simile a quello professionale, può offrire loro una percezione reale dell'attività che saranno chiamati a svolgere, delle competenze necessarie ad esercitarla, nonché delle risorse effettivamente fruibili a tale scopo. Siano essi linguisti o giuristi.
 
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Note:
  (1) Judith Lavoie, Faut-il être juriste ou traducteur pour traduire le droit?, " Meta ", XLVIII, 3, 2003.
  (2) Forum avanzato di ricerca universitaria multimediale: http://www.farum.it/
  (3) Obiettivi, destinatari e bando disponibili all'indirizzo:

Francesca Oddone
Università degli Studi di Genova


pag. 2 Francesca Oddone

Si è laureata in Traduzione (francese, russo e inglese) presso la SSLM dell'Università di Trieste nel 1997. Ha effettuato un tirocinio presso il Servizio di Traduzione della Commissione delle Comunità Europee, (Bruxelles, 1999-2000) ed è stata traduttrice freelance titolare di contratto quadro per il Servizio di Traduzione del Parlamento delle Comunità Europee, Lussemburgo (2000-2003). Membro dell'A.I.T.I. Dal 1999 collabora con il Dipartimento di Francesistica dell'Università degli Studi di Genova, dal 2003 è membro del Comitato scientifico e docente di traduzione francese-italiano presso il Master a distanza in traduzione giuridica preso lo stesso Ateneo. Professore a contratto presso Corso di Laurea Specialistica in Traduzione dal 2003, Traduzione tecnico-scientifica.