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Causa di forza maggiore
di: Amélie Nothomb
/ editore: Voland, 2009
traduttore: Monica Capuani - Traduzione dal francese
Intervista di Ana Ciurans a Monica Capuani
Indice dell'articolo
pag. 1 Intervista di Ana Ciurans a Monica Capuani
pag. 2 "Causa di forza maggiore" - La Nota del Redattore, Dori Agrosì
Intervista di Ana Ciurans a Monica Capuani
Adesso che lei è per antonomasia la traduttrice della Nothomb, ne conosce la
scrittura con uno sguardo diverso dagli altri lettori, riesce ogni volta a indovinare
l'epilogo della storia e l'intreccio?
Mai. Giammai. Né come traduttrice né come giornalista che pone quindi delle domande.
No, Amélie è assolutamente imprevedibile sempre ed è questo il bello di lei, altrimenti
scrivendo un libro all’anno non avrebbe tutti i lettori che ha. Quindi è originale,
imprevedibile, prende sempre delle derive inaspettate, curiose, interessanti.
Anche in quest’ultimo romanzo in cui sembra, a detta dei critici, allontanarsi
dalla linea precedente?
Anche in quest’ultimo romanzo. Anzi, quest’ultimo romanzo ha anche un incipit
abbastanza spiazzante. Quindi, inizio e fine.
Conosce e si confronta con gli altri traduttori della Nothomb?
No, non ne ho conosciuto nessuno. Ho soltanto fatto un esperimento di cotraduzione
che è stato diciamo la prima cosa dopo la quale poi ho continuato io a tradurre
i romanzi di Amélie perché ho fatto un adattamento di Mercurio per il teatro, insieme ad Agnese Nano che è attrice, e lo abbiamo ritradotto
insieme. Quindi mi sono confrontata solo con Agnese.
Riesce a riconoscere nei romanzi di Amélie Nothomb una certa ispirazione alla
letteratura nipponica?
Sicuramente sì. In senso generale l’ispirazione nipponica è sempre presente nei
romanzi di Amélie perché io penso, come lei d’altronde afferma, che questi primi
cinque anni in Giappone la hanno assolutamente determinata quanto a ispirazione,
amore per la bellezza, per la misura e per l’ordine, elementi assolutamente nipponici
che ritroviamo nella sua scrittura, nei suoi gusti. Più prettamente per la letteratura
è molto difficile scovare ispirazioni in Amélie perché sebbene lei citi molto
spesso degli autori, nasconde queste citazioni ad arte nella sua scrittura.
Non rivela le sue fonti…
No.
Quando traduce Amélie Nothomb trova delle diffcoltà particolari?
Assolutamente sì. Sono scogli nascosti. Per esempio alcuni libri che sembrano
molto semplici all’apparenza, in italiano hanno una difficoltà notevole perché
cercare di restituire questa perfezione della lingua, questo equilibrio, questa
apparente semplicità non è facile. Nonostante il francese sia una lingua parente
stretta dell’italiano, a volte questo è un’ulteriore difficoltà.
Poi ci sono difficoltà create dai giochi linguistici perché Amélie ama giocare
con la lingua, con le parole, con i nomi e in certi casi il traduttore si deve
assumere la responsabilità di cambiare un po’, di restituire in italiano quel
gioco di parole intraducibile e quindi di prendere delle decisioni, di fare delle
scelte a volte anche ardite. È una grossa responsabilità che mi è molto cara in ogni caso.
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