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Babelfestival 2007


A differenza delle Fiere del Libro in cui la letteratura è business per gli operatori del settore, è dall’esempio inglese di Hay-on-Wye che Mantova trasforma la letteratura in evento e il lettore in grande pubblico. Finalmente scrittore e lettore si incontrano. Sulla stessa scia è a Bellinzona, in Ticino, che la letteratura si riflette nello specchio della sua traduzione e insieme diventano dive dell’evento. L’evento Babel. Questo Festival è iniziato l’anno scorso, nel 2006, con un’impostazione sulla letteratura ungherese. La traduzione appariva una debuttante timidamente affiancata alla sua alter ego. Quest’anno sono di scena i Balcani e hanno molto da dire.
L’iniziativa di Babel si collega direttamente con l’editore Casagrande che punta sugli scrittori della migrazione e tra questi un esempio molto rappresentativo arriva dall’est.
La parola oltre i confini, pone in rassegna: Ornela Vorpsi con Fabio Pusterla, Giorgio Orelli e Pietro De Marchi, Ivana Sajko e Ljiljana Avirovic, Tomaz Salamun e Darja Bertocchi, Michael Krüger e Federico Italiano, Ismail Kadaré e Michele Fazioli, Dejan Ilic con Giorgio Orelli e Fabio Pusterla, Abdulah Sidran con Silvio Ferrari e Claudia Cotti Zelati, Predrag Matvejevic e Sergej Roic,Helena Janeczek e Franco Buffoni.
Non poteva mancare il workshop di traduzione letteraria da e verso il tedesco, con una lezione di Franco Buffoni, studioso della traduzione. I partecipanti lavorano con traduttori professionisti, con gli scrittori e con varie figure del mondo editoriale.
Per l’apertura di giovedì 20 settembre, al pubblico è stato proposto un lungometraggio d’autore, Le cercle parfait, di Ademir Kenovic (1997), il primo film girato nella Sarajevo distrutta dalla guerra, sceneggiato dal poeta croato Abdulah Sidran, presente in sala. Nel film la parte del protagonista è un poeta, Hamza, che sceglie di restare nonostante la guerra. Al posto della moglie e della figlia, espatriate, il destino affida ad Hamza due bambini giunti in casa sua orfani dal furore della guerra. Entra in scena la poesia del film. Gli interrogativi si manifestano allo spettatore attraverso le parole di Hamza che probabilmente si interroga sul senso di tutto, poeta suo malgrado. La proiezione in versione originale è stata apprezzata da quanti non conoscessero il croato grazie ai sottotitoli in tedesco e in francese, a marcare il dialogo tra i diversi linguaggi artistici, Oltre i confini della parola.
Protagonista di Babel è anche Vanni Bianconi, che lo ha fondato e lo dirige. Bianconi, ha intuito l’importanza della sua terra nel ruolo di “ponte culturale”, di “ospitalità linguistica” e Bellinzona è in questo senso linguistico una città strategica.
Dori Agrosì








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